Prosegue la prevendita dello spettacolo “Quello che parla strano” con Maurizio Lastrico (Palazzo del Parco di Bordighera, domenica 26 dicembre, ore 21.00) l’attore genovese che ha rilanciato la comicità made in Liguria con la sua cifra unica ed originale tra terzine dantesche ed incursioni nel dialetto. Tutto per rendere omaggio al teatro, suo alveo d’elezione.

In vista dello spettacolo della sera di Santo Stefano, Lastrico si racconta a tutto campo.

Che cosa deve aspettarsi il pubblico da “Quello che parla strano” per la prima volta nel ponente estremo? Cosa andrà a vedere?

Deve aspettarsi un grande amore per il teatro, un mix delle migliori divine commedie sentite a Zelig in questi anni e alcune inedite, alcuni pezzi in dialetto ligure, i pezzi sia teatrali, sia della Bibbia condensata. E soprattutto tanta interazione e una vera celebrazione del teatro.

Teatro, fiction, televisione, cinema… America Latina dei fratelli d’Innocenzo al Festival del cinema di Venezia. Grande successo del ritorno di Zelig.

Tornare a fare teatro in Liguria dopo è diverso? E’ diverso dal farlo altrove?

La cosa che mi piace è creare un vero mix di cose belle. Siccome mi viene ancora lo stimolo di scrivere pezzi in genovese, li scrivo e credo che sia giusto e bello poter assecondare questa vena. L’incontro con il pubblico resta veramente impagabile, non lo dico per piaggeria. Fare teatro in Liguria è diverso perché intanto i pezzi sono più conosciuti e quindi c’è una maggiore pressione a farne di nuovi. E poi c’è tutta la sfera genovese che è una componente importante. Quello ligure è un pubblico molto esigente- scherzando dico che i miei colleghi di tutta Italia vengono prima a provare gli spettacoli in Liguria- ma molto sincero: ha una buona predisposizione ma è molto attento, non regala. Allo stesso modo però se c’è qualcosa di buono dentro il pezzo lo sa leggere e quindi vale la pena di non prenderlo in giro, ma anzi cercare sempre di stupirlo con il lavoro e con l’abnegazione.

Che cosa è il teatro per Maurizio Lastrico- che cosa eventualmente continua ad essere- rispetto alle altre forme di spettacolo pure di così tanto successo.

Il teatro per me è la raccolta e l’unione di tutti i miei mestieri. È il luogo dove avviene veramente qualcosa di magico ma di estremamente umano al tempo stesso, il posto da cui quando ho finito esco veramente appagato, sento di aver fatto qualche cosa di vivo pur dicendo delle cose immateriali. E’ il posto dove trovo la mia felicità, quella porzione di amore che mi completa.

Quale può essere il messaggio di un artista di teatro così amato per il mondo del teatro e dei suoi spettatori in questa epoca storica così difficile.

Il messaggio che vorrei mandare anche a tutti i miei colleghi è di riflettere su come la lontananza abbia creato una grande voglia nel pubblico e una grande apertura di credito nei nostri confronti. Cerchiamo tutti insieme di non deludere, di mettere lì il meglio di noi stessi e di far sì che andarci ad esibire sia qualcosa di sacro ed importante.

Sei un tesserato del Lawn Tennis Club di Bordighera, il più antico Circolo di tennis in Italia. È vero che si giocherà a tennis anche nella nuova serie di don Matteo?

Si, sono un iscritto anche se posso andarci veramente poco. Però siccome giochiamo spesso a tennis anche con i colleghi (del Don Matteo ndr) e la protagonista Maria Chiara Giannetta, c’è stata una pressione per mettere il tennis dentro. Sono state tra le scene più divertenti, abbiamo anche del backstage con una controfigura di tennista bravissima…Io dovevo giocare male quindi ero perfettamente nella parte. Spero quanto prima di fare un salto al super prestigioso club.

INFO & PRENOTAZIONI

tel. 0184.544633 dal lunedì al venerdì ore 9.00/13.00 – 15.00/18.00

Il giorno venerdì 24 dicembre le prenotazioni telefoniche saranno aperte con orario 9.30/12.30 – 15.30/17.30

info@nidodiragno.it