curiosità - Plastic hunt bordighera

Siamo nati per diffondere consapevolezza riguardo al pericolo dei rifiuti dispersi in mare“, racconta ai microfoni di Riviera Time una delle fondatrici di Bordighera, io adesso salvo il mare, Laura Selmi, “siamo partiti con alcune testimonianze e alcuni video che proponevamo alle scuole.”

Poi il gruppo Facebook che raggiunge quasi i 700 like, una rete con la quale organizzare interventi in sinergia volti alla pulizia simultanea delle spiagge della zona, e infine la partecipazione a Plastic Hunt.

“Un evento internazionale, a cui hanno partecipato 183 gruppi da 65 Paesi. Noi siamo arrivati quarti“, dice Claudia Roggero.

L’obiettivo della sfida era quello di raccogliere più immondizia possibili dall’ambiente e documentare il tutto in diversi modi, realizzando infine un’opera d’arte con alcuni di questi rifiuti. Il soggetto realizzato è un mandala, un simbolo circolare complesso utilizzato nelle religioni induiste e nel Buddhismo, rappresentante l’Universo e l’armonia, spesso impiegato a scopo rituale, come mezzo di consacrazione, iniziazione o protezione.

Un video dell’opera, pubblicato su Facebook, è visibile al link: https://www.facebook.com/watch/?v=724961548062904.

“La mia motivazione”, testimonia Rosaria Falzone, “è nata quando c’è stata l’ultima grande mareggiata e ho potuto vedere quanta sporcizia il mare ha dentro di sé. Ora quando vedo della spazzatura, ho sempre paura che finisca in mare!”

Le interviste integrali e le immagini della Plastic Hunt nel video-servizio di Riviera Time a inizio articolo.