L’ospite di oggi dell’intervista di Riviera Time è il consigliere regionale del Partito Democratico, Giovanni Barbagallo, che torna nei nostri studi dopo l’intervista del 10 gennaio scorso nella quale aveva dichiarato: “Se Claudio Scajola dovesse invece un candidato fuori dalla logica di centrodestra, allora sarebbe una candidatura da valutare”. Dichiarazione che aveva suscitato numerose reazioni nel mondo politico imperiese. Oggi Barbagallo torna sulla questione: “I fatti hanno confermato che quella ipotesi non si potesse verificare”, dice. “La lotta è tutta interna al centrodestra, tra Claudio Scajola e il modello Toti. Per cui, quella che all’inizio era un’ipotesi che poteva essere valutata è naufragata completamente”.

“Mi hanno attribuito anche incontri con Claudio Scajola”, aggiunge Barbagallo. “A Imperia ci conosciamo tutti e se vedo qualcuno non è che abbiamo fatto un incontro. Noi avremo un candidato sindaco nostro, col quale ci giocheremo le nostre carte di andare al ballottaggio e di vincere”.

Ma quando verrà reso noto questo nome? E qual è l’identikit tracciato dal Pd? “È una questione di pochi giorni. Stiamo lavorando alle liste e devo dire che siamo già a buon punto. Nel giro di pochi giorni scioglieremo tutti i nodi”, afferma il consigliere regionale. “Noi privilegiamo una scelta che ci permetta di allargare la coalizione. Vogliamo un candidato che metta insieme il Pd e la società civile”.

Fari puntati poi sulla Regione e sulla situazione in Consiglio, dove il governatore Toti può contare su una maggioranza risicata che potrebbe risentire delle vicende interne al centrodestra a livello nazionale. “Toti ha commesso un grave errore politico. Ha tentato di prendere la leadership nazionale del centrodestra promuovendo una linea, quella del partito unico con la Lega, che non è condivisa dal capo, cioè da Berlusconi”, sottolinea Barbagallo. “Questo ha indebolito la sua figura e ne hanno fatto le spese anche i candidati che lui avrebbe voluto per Roma, si pensi a Marco Scajola.”

“Non mi sento però di dire che l’amministrazione Toti cadrà o durerà poco”, aggiunge. “C’è tuttavia un aspetto amministrativo. Toti si è dedicato molto alla politica nazionale e ha lasciato indietro il lavoro quotidiano di una Regione complessa come la Liguria. A due anni e mezzo dal voto questo si vede e i nodi stanno venendo al pettine”.

Spazio infine alla politica nazionale e alla posizione del Pd. “Nessuno vuole andare all’opposizione. Noi siamo all’opposizione perché abbiamo perso le elezioni anche a fronte di un clima protestario che non premia chi governa”, commenta. “Mi sembra che da mesi la Lega stia trattando con i 5 Stelle per fare un governo e l’elezione dei presidenti delle Camere potrebbe essere un prodromo di questo. Per quanto riguarda il Pd, un periodo di opposizione ci farà bene. Ci farà staccare dal potere e ci farà ragionare in maniera diversa. Non è la fine, è una fase come tante altre. Andiamo all’opposizione – conclude – per rigenerarci e tornare ad avere la maggioranza”.