Il settore agricolo ha continuato a lavorare in questo periodo non senza difficoltà, abbiamo visto la grossa crisi della floricoltura con quintali di fiori destinati al macero, gli agricoltori che hanno dovuto potenziare forme di consegne a domicilio a fronte dell’azzeramento delle richieste da parte dei ristoranti e dei locali.

All’interno vi è anche il settore agrituristico, fattorie didattiche, agriturismi e maneggi che hanno dovuto chiudere al pubblico, vedendosi azzerare gli incassi. Allo stesso tempo deve proseguire l’attività per curare il benessere degli animali.

Abbiamo incontrato Daniele Chiabra dell’azienda Rio Lovaira di Camporosso al cui interno è presente anche il Centro Equestre Val Nervia, centro ippico anch’esso chiuso al pubblico, per conoscere meglio le difficoltà di questi due ambiti.

“Le nostre entrate sono praticamente azzerate. Con la chiusura delle scuole sono ferme le visite nella nostra fattoria didattica, oltre alle visiti in generale. Offriamo la possibilità di pranzare e affidiamo dei rustici, ma anche in questo caso è tutto fermo. Le spese però corrono dovendo mantenere la struttura e soprattutto curare gli animali: mucche, cavalli, capre, maiali, lama.”

Quali sono gli aiuti che avrebbe bisogno il vostro settore?

L’agricoltore di per se sopravvive perché vive dei frutti della terra, ma sono tutte le altre imposte connesse che gravano pesantemente, una sospensione di tutte le imposte sarebbe una grossa mano.”

Nei maneggi quali sono le difficoltà?

“Principalmente nella gestione, con gestione intendiamo non solo le lezioni e gli eventi, che chiaramente sono fermi, ma soprattutto il benessere dell’animale: manutenzione stalle, cura del cavallo, nutrizione. Siamo 5 istruttori e 4 collaboratori, in questo periodo di fermo alcuni istruttori si sono resi disponibili per la cura degli animali. Il centro si occupa della cura di base, ma i cavalli hanno bisogno di muoversi e la mancanza dei proprietari si è fatta sentire in questa parte fondamentale del loro benessere. Speriamo a breve di tornare alla normalità.”

Nel video l’intervista completa a Daniele Chiabra