[beevideoplayersingle adstype=”video-ads” videourl=”https://vimeo.com/207104740″ videoadsurl=”https://vimeo.com/224092271″ adsurl=”https://www.sialpieve.com/”]Settimana scorsa è saltato il piano di Anci Liguria di distribuire circa 6 mila profughi, quota assegnata dal Ministero dell’Interno, in aree omogenee sul territorio regionale.

Ora ciascun comune dovrà arrangiarsi decidendo tra due soluzioni: o attivare il progetto Sprar per l’accoglienza di profughi e richiedenti asilo, oppure rifiutarsi di organizzare un’accoglienza ma essere soggetto ai Cas, centri d’accoglienza straordinaria, decisi e gestiti interamente dalla prefettura.

In entrambi i casi i comuni dovranno sottostare ai numeri imposti dal ministero. Il ponente dovrà ospitare circa 1.150 profughi, poco più di 600 sono già presenti.

Sanremo, come comune più popoloso della Provincia sarà chiamato ad accogliere circa 4 migranti ogni mille abitanti per un totale di 232 profughi o richiedenti asilo: 27 sono quelli già ospitati.

In questi giorni si è parlato molto della questione, l’amministrazione comunale ha dichiarato che prende atto della decisione del ministero ma che ci sono preoccupazioni in quanto città turistica e con pochi spazi.

Abbiamo chiesto ai sanremesi cosa pensano al riguardo.

Ne sono uscite opinioni contrastanti, come sempre avviene in questi casi. La speranza è che si trovino i giusti spazi e la giusta organizzazione per garantire un’accoglienza dignitosa e che non vada a creare problemi e divisioni, ma anzi integrazione.