Guido Abbo, consigliere comunale di Imperia al Centro, è stato ospite nei nostri studi.

Durante il Consiglio comunale di ieri sera è stato approvato l’aumento del 15% della TARI, la tassa sui rifiuti, in seguito all’introduzione del nuovo sistema di raccolta rifiuti porta a porta. “All’avvio del nuovo servizio ci sono maggiori costi che derivano dalla raccolta e non c’è ancora il beneficio della riduzione del conferimento in discarica – commenta Abbo. – Una volta che il servizio sarà a regime si potrà tornare almeno alle tariffe precedenti. Nell’immediato il servizio non funziona ancora e soltanto ieri finalmente è stato nominato un assessore all’Ambiente”.

Nei giorni scorsi il consigliere Abbo è intervenuto sull’aumento della tassa sui rifiuti: “Nel 2018 l’amministrazione ha concluso una transazione con la Teknoservice dicendo di avere un risparmio di 828 mila euro: mi aspettavo di trovare questo risparmio nel piano economico finanziario, nel consuntivo 2018, invece scopro che hanno speso 214 mila euro in più del previsto. In totale fa oltre un milione di euro di costi in più rispetto a quelli che mi aspettavo di trovare, e non capisco come siano stati spesi. L’ho chiesto più volte, l’assessore ha risposto in maniera vaga”.

Lunedì scorso il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha annunciato il raggiungimento del 62% di raccolta differenziata nella città capoluogo, a seguito della totale rimozione delle 282 isole ecologiche presenti sul territorio comunale, terminata nel corso della settimana appena conclusa. “Il servizio è sicuramente migliorato – spiega Abbo – perché con il porta a porta vengono raccolti i rifiuti differenziati. 62 mi sembra uno specchietto per le allodole, non hanno tenuto conto di molti fattori. Aspettiamo, sicuramente il servizio andrà a migliorare. Un 52% su tutto il mese di febbraio sarebbe già un ottimo risultato, senza millantare miracoli”.

Sempre nel corso del Consiglio comunale di ieri, il consigliere Abbo ha espresso preoccupazione per il passaggio nella disponibilità del Comune dei parcheggi blu a raso. “La mia preoccupazione è semplice: la Go Imperia, ramo parcheggi, gestiva sia i parcheggi a raso che quelli in struttura, molto più costosi ma indispensabili per togliere le auto dalla strada. Il Comune ha preso le righe blu dicendo di fare un utile di 600 mila euro. Di questi, 500 mila vengono tolti alla Go Imperia: mi sembra un modo per spostare un problema da una parte all’altra. Se la Go Imperia tra qualche anno si cappotta sappiamo che è per questo motivo, perché non può sostenere il costo dei parcheggi in struttura se non ha le entrate dei parcheggi nelle righe blu. Per questo motivo non ho votato la pratica e la critico pesantemente”.