casinò di sanremo

Marco Buticchi con “L’ombra di Iside” (Longanesi) e Andrea Vitali con “Un bello scherzo” (Garzanti) sono i vincitori del Gran Premio Internazionale “Casinò di Sanremo”. Giunto quest’anno alla sua settima edizione, si è conquistato un prestigioso spazio tra i più rappresentativi trofei del panorama letterario italiano, con una grande risonanza anche a livello internazionale. Per l’edizione 2021 il “Gran Trofeo” si è arricchito del riconoscimento per la saggistica che verrà consegnato alla scrittrice Mara Fazio per il suo lavoro “Voltaire contro Shakespeare” (La Terza).

Nel decennale della scomparsa di Antonio Semeria, verrà consegnato il premio alla carriera a Giuseppe Conte.

Sabato 25 settembre alle ore 17.00 nel Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo si svolgerà la cerimonia di premiazione, condotta dal giornalista scrittore Mauro Mazza vincitore con Nicola Bolaffi dell’edizione 2018, affiancato da Matteo Moraglia, Carlo Sburlati e Marzia Taruffi.

La giuria tecnica ha, altresì, designato la prestigiosa terna finalista su un totale di circa 100 partecipanti, che si presenteranno davanti alla speciale giuria popolare, che decreterà la graduatoria finale, in una competizione letteraria di grande interesse mediatico e culturale.

Questi i finalisti (in ordine alfabetico):

Donatella Mascia per l’opera: “Una giulietta rossa” (Albatros)
Alberto e Giancarlo Mazzuca per l’opera: “Gianni Agnelli in bianco e nero” (Baldini+Castoldi)
Saverio Simonelli per l’opera “Cercando Beethoven” (Fazi)

Narrativa straniera tradotta:

Alessandro De Vito traduce Marketa Pilatova per l’opera “Bata nella giungla” (Miraggi)
Marco Drago traduce Alain Parks per l’opera “L’ultima canzone di Bobby March” (Bompiani)
Silvia Nugara e Claudio Panella interpretano Nicolas Crunchat per l’opera “Delitti alle traversette” (Fusta editore)

“Una settima edizione che si contraddistingue per le adesioni e le novità: dall’istituzione del Premio alla carriera magistralmente assegnato al poeta Giuseppe Conte all’istituzione del riconoscimento alla saggistica che andrà a Mara Fazio”, affermano il presidente Adriano Battistotti e i consiglieri Barbara Biale e Gian Carlo Ghinamo, amministratore delegato. “Si sostanzia il continuo lavoro della nostra giuria che edizione dopo edizione consacra il premio tra gli avvenimenti culturali di maggior interesse, capaci di esprimere le tensioni della moderna letteratura. Felicitazioni ai vincitori e ai finalisti e un caloroso ringraziamento al Comitato d’onore, alle giurie, che hanno scritto e scriveranno un’altra bella pagina della storia di questo Premio”.

Sabato 23 ottobre sempre nel Teatro dell’Opera ore 17.00 si terranno le premiazioni degli elaborati i partecipanti alle sezioni “Inediti” e verrà consegnato il premio alla carriera.

I “Gran Trofei

Marco Buticchi è il primo italiano pubblicato nella prestigiosa collana di Longanesi I Maestri dell’Avventura, insieme a calibri come Wilbur Smith, Patrick O’Brian e Clive Cussler. I suoi romanzi sono stati tradotti, riscuotendo notevole successo all’estero in lingua tedesca, spagnola, portoghese, romena e greca. Nel 2008 è stato nominato dal Presidente Giorgio Napolitano, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana per aver contributo alla conoscenza e alla diffusione della lingua italiana nel mondo.

Andrea Vitali è nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo nel 1989 con il romanzo Il procuratore, premio Montblanc per il romanzo giovane. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vista lago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel 2008 (La modista), il premio Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista del premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia e nel 2015 il premio De Sica.

Mara Fazio studiosa del teatro europeo del Settecento, Ottocento e Novecento in un’ottica storico comparatistica, ha insegnato Discipline dello spettacolo alla Sapienza Università di Roma. Tra le sue pubblicazioni: Il mito di Shakespeare e il teatro romantico (Bulzoni 1993); François Joseph Talma. Primo divo (Leonardo Arte 1999); Lo specchio il gioco e l’estasi. La regia teatrale in Germania dai Meininger a Jessner (Bulzoni 2003); La fabrique du théâtre (a cura di, con P. Frantz, Desjonquères 2010); Les Arts du spectacle et la référence antique dans le théâtre européen (a cura di, con P. Frantz e V. De Santis, Garnier 2018).

Il premio è stato intitolato ad Antonio Semeria, illustre personalità, eccellente professionista, amministratore pubblico, editore, scomparso nel 2011 che nominato presidente del Casinò negli anni ‘80, sostenne la nascita dei “Martedì Letterari”, come prosecuzione de “I Lunedì letterari” di Luigi Pastonchi. Semeria promosse le iniziative culturali ben conscio di come la Casa da Gioco dovesse tutelare e conservare la sua eredità e la sua immagine di salotto letterario e di elegante centro d’intrattenimento.

Questo l’albo d’onore del Gran Premio Internazionale “Casinò di Sanremo Antonio Semeria”: Mauro Mazza -Nicola Bolaffi – Giordano Bruno Guerri – Marcello Veneziani – Gennaro Sangiuliano – Bruno Morchio – Mario Vattani.

La giuria ha ritenuto di assegnare ulteriori premi a:

Francesco Aquilar per l’opera “Lacrime di coccodrillo” (Franco Antonelli) Targa e menzione
Domenico Vecchioni per l’opera: “I signori della Truffa” (DiarKos) Targa e Menzione
Beppe Conti per “Dolomiti da leggenda (Reverdito) Targa
Carlo Cozzi “Chi ha ucciso messer Raffaello” (Pagine) Targa
Francesca Sensini per l’opera “Pascoli maledetto” Targa
Bruno Vallepiano per l’opera “Trappola per Lupi” (Golem) Targa

Due le segnalazioni:

Morena Fellegara per “Il gioco degli specchi” (Frilli)
Consuelo Priasco per “I tempi nostri” (Pagine)

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