Questa mattina ha attraccato nel porto di Imperia Oneglia la goletta Oloferne, il “museo navigante” in viaggio dal 9 gennaio per promuovere i musei del mare e della marineria italiani.

Il progetto è promosso dal Galata – Mu.MA di Genova, dal Museo della marineria di Cesenatico, dall’Associazione Musei Marittimi del Mediterraneo e dall’associazione spezzina la Nave di Carta, sotto il patrocinio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, in collaborazione con Marina Militare e Guardia Costiera.

La goletta Oloferne è una barca da lavoro costruita a Messina nel 1944 dal maestro d’ascia Nicola Russo. Nel cantiere Russo vengono costruite tre imbarcazioni destinate al trasporto di merci e persone. Una delle tre imbarcazioni era la goletta che oggi si chiama Oloferne e che all’epoca venne, probabilmente, battezzata Giovanni Primo.

Alla fine degli Novanta il Museo della Scienza e della tecnologia di Milano la individua come possibile barca-scuola nell’ambito del progetto di sviluppo del padiglione del mare e ne affida la gestione alla Nave di Carta, associazione costituita nel 1998 da un gruppo di appassionati di marineria tradizionale che promuovono progetti di diffusione della cultura del mare e della navigazione come strumento educativo e di inclusione sociale.

Il progetto del Museo milanese segna una battuta d’arresto e viene ridimensionato ma ormai la goletta è diventata il simbolo della Nave di Carta. I soci decidono di continuare le attività direttamente destinandola alle attività educative e di vela solidale e nel 2001 la barca diventa ufficialmente l’ammiraglia della Nave di Carta.

Oggi a Oneglia c’è stato l’incontro con il Consorzio Porto peschereccio di Oneglia, e Giuseppe Scola, veterano dei pescatori, ha costruito le ultime maglie della grande rete iniziata dai pescatori dell’Adriatico e conclusa dai pescatori di Imperia.