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Sopralluogo a Vessalico, nella mattinata di oggi, per il delegato regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone accompagnato da un tecnico di Regione, dal sindaco Paola Giliberti, dal presidente della Provincia di Imperia Domenico Abbo e dal consigliere regionale Alessandro Piana.

Presenti anche Alice Zanetti, tecnico del comune, che ha inizialmente relazionato sulle problematiche lasciate dal maltempo, e i rappresentanti del dipartimento nazionale di Protezione civile per la conta dei danni.

“Lo scopo dei sopralluoghi è quello di verificare l’attinenza delle somme urgenze, ma soprattutto di accompagnare i tecnici e le amministrazioni”, ha spiegato Giampedrone.

Spero che entro settimana prossima arrivi il riconoscimento dello stato di emergenza da parte del Governo e le prime somme da riconoscere ai comuni che devono anticiparle”, ha aggiunto.

Dopo una prima riunione nel palazzo comunale, i tecnici e il primo cittadino si sono spostati per visionare il ponte crollato a seguito della perturbazione. Sicuramente l’effetto più visibile e significativo dell’ondata di maltempo, ma insieme a esso sono ingenti i danni sul territorio del comune dell’aglio compresi quelli all’impianto fognario e all’acquedotto.

“Viviamo in una situazione di profondo disagio. I danni maggiori sono al ponte che unisce le due parti del paese. Non passano più i pullman di linea, lo scuolabus e per raggiungere il centro bisogna fare tutto il giro dalla statale”, ha detto il sindaco.

Solo per il comune di Vessalico, sono state attivate somme urgenze per un totale di 600mila euro. Per i danni strutturali si sale a oltre 1 milione.

“Siamo stati rassicurati da un punto di vista economico. Il problema è che abbiamo danni in somma urgenza maggiori del nostro bilancio comunale. Non possiamo quindi anticipare le somme alle ditte. Abbiamo bisogno di tutto il sostegno della Regione e dello Stato” ha concluso Giliberti.

Il delegato provinciale Giampedrone si è poi spostato in valle Argentina per la riapertura della strada franata tra Molini e Triora durante la perturbazione del 2 e 3 ottobre. “Questo sistema di emergenza in Liguria funziona. Mi auguro però di essere messo nei prossimi anni nelle condizioni di lavorare con un po’ più di serenità. Ma se non ci aiutano i parlamentari a oggi queste sono le condizioni in cui dobbiamo lavorare”, ha chiosato.