primo piano - Ventimiglia: Conclusa l'operazione Sciarun della mPolizia di Frontiera 12 indagati
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Nel corso di una conferenza stampa convocata subito dopo la diffusione della notizia degli arresti operati dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia, sono stati svelati ulteriori dettagli sull’operazione ‘Sciarun’ (significa Caronte in lingua araba) che ha portato nell’elenco degli indagati dodici persone, sette delle quali già in carcere e tre ai domiciliari.

“Più che un’organizzazione vera e propria – sottolinea Alberto Lari, Procuratore della Repubblica a Imperia – abbiamo stroncato un’abitualità di un certo tipo di condotta, che aveva lo scopo di aiutare, monetizzando, alcune persone ad andare all’estero”.

L’indagine è durata un anno – spiega – proprio per avere un quadro più cospicuo dei reati commessi e per andare ad affrontare un processo che in caso di condanna prevede sanzioni in linea con la gravità dei fatti contestati. La finalità è stata quella di evitare le ‘porte girevoli‘ cioè l’arresto e la quasi immediata scarcerazione data la difficoltà oggettiva di dimostrare l’abitualità del reato commesso. Al termine di questa indagine si è invece potuta provare l’abitualità del reato e le conseguenti misure intraprese nei confronti degli indagati che sono quasi tutti di area Maghreb, in particolare tunisini e algerini“.

Presente anche il Dirigente della Polizia di Frontiera di Ventimiglia, Martino Santacroce: “Dopo una lunga serie di indagini, abbiamo trovato piena conferma alla nostra ipotesi, anche a seguito di alcuni arresti in flagranza di reato compiuti negli ultimi tempi. Il fenomeno era ben radicato a Ventimiglia e dintorni, e lo abbiamo dimostrato attraverso un’indagine di tipo classico”.

“I nostri agenti di frontiera – prosegue Santacroce – conoscevano bene tutti i soggetti indagati, e dalle ipotesi supportate da voci e sensazioni si è passati a pedinamenti, appostamenti, fotografie e poi intercettazioni che ci hanno permesso di raccogliere le prove e inchiodato questi soggetti, spesso privi di scrupoli e di umanità nei confronti di loro stessi connazionali che irregolari sul nostro territorio venivano accompagnati oltre frontiera in cambio di denaro”.