Ricominciano, anche questâanno, gli incontri della Polizia di Stato e del Centro Provinciale Antiviolenza con gli alunni della provincia, per discutere della tematica della violenza di genere, illustrando le norme e le procedure a tutela di chi subisce maltrattamenti e violenze e, soprattutto, per vincere la resistenza di chi, spesso, ha ancora esitazione a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.
Solo denunciando le violenze e i maltrattamenti subiti, infatti, le Istituzioni possono attivare i canali dedicati, consentendo un rapido, concreto ed efficace intervento a tutela della vittima.
UnâattivitĂ importante, che vede impegnati i vari attori coinvolti in iniziative volte alla prevenzione e alla sensibilizzazione, iniziando, in primis, proprio dalla scuole.
Le âtappeâ imperiesi hanno visto la partecipazione degli alunni del Ruffini, del Nautico e dellâItis, per poi continuare con gli incontri nelle cittĂ di Sanremo e Ventimiglia. Oltre 150 gli alunni coinvolti, di etĂ compresa tra i 14 e i 16 anni.
La Dr.ssa Gandolfo, responsabile del Centro Provinciale Antiviolenza, ha illustrato il cd. ciclo della violenza, soffermandosi sullâimportanza di riconoscere i primi segnali che potrebbero trasformare una relazione sentimentale in un vortice di violenza.
Lâintervento della Polizia di Stato Ăš stato invece incentrato nel far conoscere ai ragazzi il cd. protocollo E.V.A. (acronimo di Esame Violenze Agite), che ha codificato in linee guida le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio, attraverso la elaborazione di una âProcessing Cardâ composta di schede che i poliziotti devono compilare ed inserire negli archivi informatici di polizia quando intervengono a seguito di segnalazione di violenza di genere. Da questo archivio, la Sala Operativa puĂČ trarre informazioni essenziali quando invia la volante sul posto: informazioni su chi ha richiesto lâintervento, sullâeventuale presenza di armi censite allâinterno dellâabitazione, su eventuali precedenti di polizia a carico delle persone coinvolte, tutte utili per tutelare al meglio sia la vittima che gli operatori.
Il percorso che la donna deve intraprendere per uscire dallâombra e avere il coraggio di denunciare, necessita di un primo contatto con le Forze dellâOrdine che, attraverso sportelli di ascolto, Centri Antiviolenza e associazioni di volontariato, riescono a supportarla e, spesso, a neutralizzare lâaggressore.
Proprio in tale ottica Ăš stato comunicato ai ragazzi che sia presso la struttura del Centro Antiviolenza che presso la Questura vi sono delle stanze dedicate allâascolto delle vittime di violenza, con operatori del settore specializzati e pronti a fornire ogni supporto.








