A guardarlo in viso pare impossibile che, a soli 22 anni, abbia un âcurriculumâ cosĂŹ sostanzioso, corrispondente a numerose pagine di precedenti penali, dove i termini ârapinaâ, âspaccio stupefacentiâ e ârissaâ la fanno da padrone tanto da stupire anche chi, come i poliziotti, di malviventi ne vedono tanti.
Il giovane, un egiziano poco piĂč che ventenne, Ăš stato riammesso dal collaterale servizio francese nella giornata di sabato, dopo essere stato sorpreso a Mentone a bordo di un treno. Dapprima poteva sembrare uno dei tanti stranieri respinti ma gli uomini del  il dr. Santacroce, Dirigente della Polizia di Frontiera, sono abituati ad andare  âoltreâ le apparenze.
I dispositivi attuati, costantemente aggiornati e perfezionati e lâausilio di apparecchiature altamente sofistica, consentono di assicurare alla Giustizia anche coloro che, con svariati stratagemmi, credono di poterla fare franca.
Il giovane egiziano, il quale inizialmente aveva fornito false generalitĂ , condotto negli Uffici di piazza LibertĂ , veniva sottoposto a fotosegnalamento con riscontro AFIS ed una serie di verifiche che consentivano di conoscere che lo stesso, giunto in Italia illegalmente nel novembre del 2012 (a soli 16 anni quindi), aveva poi stabilito la propria dimora nella cittĂ di Roma e da lĂŹ, aveva iniziato il suo âpercorsoâ criminale. Appena maggiorenne, era stato tratto in arresto dalla Polizia ferroviaria romana per spaccio di stupefacenti, reato che aveva continuato a perpetrare nel corso degli anni. Allo spaccio aveva aggiunto varie rapine, aggravate dallâestrema violenza e ausilio di coltelli o oggetti atti ad offendere. Anche le violenti risse a cui prendeva parte senza esitazione, avevano fatto di lui un personaggio particolarmente pericoloso. Lâultima rapina, che aveva fortemente traumatizzato un romano di soli 24 anni, risale alla notte del 7 agosto quando il giovane, in compagnia della fidanzata diretti ad un Mc Donaldâs  del centro di Roma seguiti da uno straniero che offriva loro lâacquisto di sostanze stupefacenti e che, dopo poco, cingeva con forza il collo del ragazzo per poi strappargli, con inaudita violenza, la collana dâoro che indossava.
Malgrado lâimmediato intervento della volante della Polizia, dei due stranieri si perdeva ogni traccia. In sede di denuncia, grazie alla descrizione dei due malcapitati ed alla visione delle telecamere di videosorveglianza, veniva sottoposto loro un copioso album fotografico nel quale riconoscevano lâautore della rapina, datosi alla fuga.
Sabato 18 agosto: Il lungo e minuzioso operato dei Poliziotti di Frontiera e le indagini avviate  ha pertanto permesso di risalire ai fatti commessi, incrociare dati  ed esaminare foto  fino ad individuare, nel fermato alla frontiera, lâegiziano ricercato, cosĂŹ come confermato dal personale del Commissariato âViminaleâ di Roma. Acquisivano pertanto le immagini delle telecamere e attraverso i fotogrammi identificavano lâautore.
Stante lâoggettivo pericolo di fuga poichĂ© lo straniero aveva cercato di fuggire in Francia e ricorrendo motivi di particolare urgenza, non essendovi il tempo materiale per lâemissione pur tempestiva di un provvedimento da parte della A.G. titolare delle indagini, rilevata la gravitĂ dei fatti anche in considerazione della natura particolarmente violenta dello straniero, veniva emesso, dagli Ufficiali di Polizia Giudiziaria della Polizia di Frontiera, apposito FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO, procedura a carattere quasi straordinario, che consente di procedere in casi di particolare urgenza e importanza. Al termine, lo straniero al Carcere di Imperia a disposizione della AutoritĂ Giudiziaria.
Particolare soddisfazione trapela dalle parole del dirigente Santacroce che dichiara: âI risultati conseguiti sono il frutto del costante impegno profuso dai miei uomini quotidianamente impegnati nellâespletamento dei compiti di istituto. Hanno dimostrato, ancora una volta, elevata professionalitĂ e grande specializzazione, soprattutto nella fase del riconoscimento del soggetto tramite minuziose indaginiâ.







