Si è spento oggi a Roma, all’età di 93 anni, Tinto Brass, uno dei registi più discussi e riconoscibili del cinema erotico italiano. Nato a Milano il 26 marzo 1933 e profondamente legato a Venezia, ha attraversato oltre mezzo secolo di storia cinematografica, passando dalle sperimentazioni d’avanguardia degli anni Sessanta alle pellicole che lo hanno reso celebre al grande pubblico, come La chiave, Miranda, Paprika e Così fan tutte.
La sua carriera ha incrociato anche il Ponente ligure, seppure senza legami stabili di residenza o di produzione cinematografica. Una delle occasioni più significative risale all’aprile 2008, quando Brass arrivò a Imperia come ospite del DAMS dell’Università di Genova. In quell’occasione incontrò studenti e cittadini per una lezione aperta, ripercorrendo le tappe della propria carriera e affrontando temi come la censura, la libertà espressiva e il rapporto tra cinema e società.
Un appuntamento che portò nel capoluogo ponentino uno dei protagonisti più controversi del cinema italiano, capace di dividere pubblico e critica e di trasformare il linguaggio erotico in una cifra stilistica riconoscibile.
Il nome del regista si è incrociato anche con Sanremo, soprattutto per il suo rapporto, spesso ironico e irriverente, con il Festival della Canzone Italiana. Un legame rimasto prevalentemente sul piano culturale e mediatico, ma che passa anche attraverso alcune delle attrici lanciate dalla sua filmografia.
Tra queste c’è Claudia Koll, protagonista di Così fan tutte (1992), uno dei film più conosciuti di Brass. Tre anni dopo, nel 1995, l’attrice approdò sul palco dell’Ariston, affiancando Pippo Baudo nella conduzione del Festival di Sanremo.
Non si tratta quindi di un legame cinematografico diretto con il territorio, ma di alcuni passaggi che hanno portato la figura del regista a incrociare la storia culturale del Ponente ligure. Brass lascia anche nella memoria locale qualche traccia di una carriera che ha segnato profondamente il cinema italiano.
La notizia della morte è stata comunicata stamani dalla moglie Caterina Varzi e dai figli Bonifacio e Beatrice.






