canapa - igor cassini

La vicenda dell’imprenditore di Dolceacqua, Igor Cassini, approda davanti alla Corte costituzionale. Dopo il sequestro di circa tre tonnellate di canapa industriale importate dalla Bulgaria dalla MaryLab Società Semplice Agricola, rappresentata dallo stesso Cassini, la difesa ha ottenuto la sospensione del procedimento e la rimessione alla Consulta delle questioni di legittimità relative all’articolo 18 del decreto-legge 48/2025, il cosiddetto decreto Sicurezza.

La giudice Barbara Nestore ha sollevato dubbi sulla compatibilitĂ  della norma con i principi costituzionali di proporzionalitĂ , ragionevolezza e offensivitĂ , oltre che con le disposizioni europee sulla libera circolazione delle merci. Secondo la ricostruzione della difesa, il carico sequestrato era certificato, tracciabile e destinato a usi tecnici, con una concentrazione di THC dello 0,3%.

L’udienza pubblica davanti alla Corte costituzionale è fissata per il 9 febbraio 2027. Sarà la Consulta a valutare le questioni sollevate e a stabilire se la disciplina contestata sia compatibile con la Costituzione. Un passaggio che potrebbe avere conseguenze per l’intera filiera italiana della canapa industriale.

“La nostra battaglia è arrivata dove meritava di essere discussa: davanti alla Corte costituzionale”, afferma Igor Cassini, che rivolge un ringraziamento particolare al proprio legale, l’avvocato Lorenzo Simonetti. “Se siamo arrivati fino a questo punto è grazie al suo immenso lavoro, alla sua competenza e alla determinazione con cui sta portando avanti questa battaglia al nostro fianco. Il suo impegno è fondamentale per una vicenda che riguarda il futuro di tanti canapicoltori e delle loro famiglie”.

Come annunciato da Canapa Sativa Italia, saranno esaminate congiuntamente anche questioni provenienti dai procedimenti di Brindisi, Trani e Brescia, portando davanti alla Consulta diverse controversie legate alla stessa normativa.

La sospensione del procedimento rappresenta un passaggio significativo per Cassini, ma non costituisce una decisione definitiva sul caso né anticipa l’esito del giudizio costituzionale. L’attenzione resta ora rivolta all’udienza di febbraio, dalla quale potrebbero emergere indicazioni importanti per coltivatori, trasformatori e commercianti del settore, in attesa di un quadro normativo più chiaro e stabile.