Il consigliere comunale Luciano Zarbano ha proposto al sindaco di Imperia Claudio Scajola di sperimentare le isole ecologiche interrate e semi-interrate, già utilizzate dal Comune di Cervo. La soluzione prevede il posizionamento dei contenitori sotto il piano stradale, lasciando in superficie soltanto le bocche di conferimento. L’obiettivo è ridurre l’ingombro delle attuali ISECO, recuperare spazio e limitare i cattivi odori durante i mesi estivi.
“A Cervo il Comune ha realizzato, tra l’altro con un finanziamento PNRR di quasi un milione di euro, una rete di isole ecologiche interrate, semi-interrate e fuori terra. La sindaca ha indicato come primo risultato il decoro urbano, con meno contenitori in vista e più spazio libero”, spiega Zarbano.
“L’assessora competente di Imperia (Marcella Roggero, ndr) alla richiesta di aumentare i giorni di conferimento aveva dato una sua risposta: ogni batteria ISECO è da cinque blocchi da 140 centimetri, contiene cassonetti da 1.100 litri, ciascuno pensato per circa 30 utenze, e serve in tutto circa 150 utenze. Per permettere a tutti di conferire negli stessi giorni bisognerebbe quindi triplicare le ISECO, con costi più alti e altri parcheggi persi”, riporta Zarbano.
“È esattamente il limite che i sistemi interrati superano. La capienza dei contenitori interrati e semi-interrati può arrivare a 5.000 litri, cioè più di quattro volte quella di un cassonetto ISECO attualmente in uso a Imperia. In superficie, una postazione semi-interrata occupa più o meno lo spazio di una batteria attuale, mentre una interrata ne occupa ancora meno, ma può contenere quanto più di quattro cassonetti. Non serve moltiplicare le ISECO né sacrificare parcheggi. Con una maggiore capienza si potrebbero anche aumentare i giorni di conferimento”, dichiara.
Un altro aspetto riguarda gli odori, soprattutto durante l’estate, quando le temperature elevate e l’aumento delle presenze turistiche possono aggravare il problema.
“Negli interrati il rifiuto resta sotto terra, al riparo dal sole. Quanto questo riduca realmente gli odori va misurato”, precisa Zarbano, che propone una sperimentazione prima di procedere a un’eventuale estensione del sistema.
uno studio di fattibilità su due o tre siti, che verifichi la compatibilità con i sottoservizi, il livello della falda nelle zone vicine al mare, i vincoli paesaggistici e archeologici, la disponibilità di mezzi con gru per lo svuotamento e i costi di gestione;
la realizzazione delle postazioni pilota;
monitoraggi con criteri fissati in anticipo: riempimento, odori, sacchi abbandonati, costi;
la decisione sull’eventuale estensione, sulla base dei risultati.
“Non chiedo di sostituire tutte le ISECO dall’oggi al domani”, precisa il consigliere. “Chiedo di verificare la fattibilità di questa soluzione con dati alla mano, partendo da un modello che un Comune vicino a noi ha già adottato”.
Sul fronte dei finanziamenti, esauriti i bandi PNRR, Zarbano chiede all’amministrazione di effettuare una ricognizione dei fondi europei FESR e dei bandi regionali. Propone inoltre di valutare con il gestore, nel rispetto del Codice dei contratti, se l’intervento possa rientrare nel contratto in corso o nel prossimo affidamento del servizio.








