Assolto “perchĂ© il fatto non sussiste“. Si è concluso così il processo legato al “caso Maiolino” che vedeva imputato per favoreggiamento il sindaco di Imperia, Claudio Scajola. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice Francesca Di Naro al termine della camera di consiglio.
Accolta, dunque, la richiesta di assoluzione formulata dal pubblico ministero Lorenzo Fornace al termine della requisitoria. Anche l’avvocato Elisabetta Busuito, difensore del primo cittadino, aveva sollecitato il proscioglimento con la medesima formula, contestando però alla base anche la ricostruzione dell’accusa.
“Non abbiamo mai ritenuto che il tema di questo processo fosse l’assenza di prova dell’elemento soggettivo”, ha affermato Busuito. “Ribadisco, al termine di questa istruttoria, che l’imputazione è insussistente sotto il profilo del fatto, inconfigurabile sotto quello del diritto e priva di qualsiasi logica”.
Al termine dell’udienza è intervenuto anche Scajola, che commenta: “Dopo quattro anni d’indagini, innumerevoli udienze, assolto perchĂ© il fatto non sussiste. Se non esisteva il fatto, non bisognava incominciare un processo. Non è che bisognasse scomodare Cartesio per dirlo. C’è una confusione che porta ad aprire indagini quando non si devono neanche aprire. L’avvocato Busuito ha spiegato molto bene, in punta di diritto, nella sua arringa, questo aspetto, e spero che possa servire per altri e per i comportamenti con cui ci si vuole muovere”.
“Abbiamo bisogno di giustizia, ma non abbiamo bisogno di perdere tempo”, sottolinea. “Quattro anni, quattro magistrati che si sono alternati, indagini, venti testimoni nelle udienze. E se fossi stato ritenuto colpevole avrei avuto come pena massima 316 euro. Avete idea di quanto siano costati questi quattro anni? Oltre alle persone, cioè a me, che comunque agli occhi dell’opinione pubblica sei un indagato per favoreggiamento, perchĂ© forse ho aiutato Antonio Maiolino a farsi un palazzo, o chissĂ cosa. E poi tutti i costi che ne seguono. Questi sono anche costi dello Stato”.
“Credo e voglio ancora credere sempre nella giustizia. Spero che finisca l’attitudine di essere un indagato seriale di questo tribunale. Anche perchĂ© ne ho un bel ricordo, perchĂ© l’ho fatto costruire quando ero sindaco. Invece lo sto praticando come se andassi in palestra”, conclude il sindaco di Imperia.







