Taggia, il caso del depuratore arriva in consiglio. “Rivieracqua sapeva della perdita da giugno”

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Il consiglio comunale di Taggia di questa sera ha affrontato il caso della condotta di scarico a mare dei reflui trattati del depuratore di Riva Ligure, con particolare attenzione alle comunicazioni tra Rivieracqua e i due Comuni e al possibile collegamento con il divieto di balneazione scattato ad Arma a inizio agosto.

A sollevare la questione è stato il consigliere Gabriele Cascino, di “Progettiamo il Futuro”. Al centro dell’interrogazione una comunicazione inviata da Rivieracqua al Comune di Taggia il 14 agosto, dalla quale emerge che una possibile perdita sulla condotta era stata segnalata dal Comune di Riva Ligure al gestore già a fine giugno.

Rivieracqua aveva effettuato verifiche con un drone e successivamente con un robot subacqueo, riscontrando una criticità definita “particolarmente grave”, per la quale si rendeva necessaria la sostituzione di un tratto della tubazione. L’intervento non poteva però essere eseguito immediatamente perché avrebbe richiesto il fermo del depuratore e delle stazioni di sollevamento. L’11 agosto è stato quindi realizzato un intervento provvisorio per ridurre la perdita.

Il punto sollevato da Cascino riguarda soprattutto la tempistica delle comunicazioni: Rivieracqua era stata informata della possibile perdita già a giugno, mentre il sindaco Mario Conio ha dichiarato di non essere stato a conoscenza della criticità sulla condotta quando sono arrivati i risultati Arpal con valori fuori norma. “Ci siamo trovati un’amarissima sorpresa”, ha detto, raccontando di aver poi effettuato un sopralluogo nel corso del quale era stata osservata una fuoriuscita d’acqua a circa 200 metri dalla costa.

“Rivieracqua sostiene che il problema era stato riscontrato già a fine giugno”, ha aggiunto Conio, spiegando che l’amministrazione aveva quindi chiesto chiarimenti al gestore.

Resta invece da accertare il rapporto tra la perdita e il divieto di balneazione di agosto. Cascino sostiene che i due episodi siano collegati, mentre la documentazione disponibile non dimostra al momento un rapporto di causa-effetto. Rivieracqua ha riferito che le analisi dello scarico del depuratore rispettavano i limiti previsti e che a luglio non si erano verificati fermi dell’impianto.

Nel dibattito è stata inoltre sottolineata la differenza tra acqua depurata e acqua balneabile. “Ci vuole più trasparenza”, ha ribadito Cascino, chiedendo chiarimenti sulla gestione della vicenda.

La questione sarà ora oggetto di ulteriori approfondimenti attraverso un confronto tra Comuni, Arpal, Rivieracqua e gli altri enti competenti.

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