sergio scibilia

“Non ci sono piĂą parole per raccontare le ‘disavventure di mare’ della cittĂ  di Sanremo“, esordisce il presidente provinciale di Confesercenti, Sergio Scibilia. “Ormai siamo arrivati al record del mondo di emissione di divieti di balneazione per acque inquinate, un giorno dietro l’altro, una zona dopo l’altra. Ormai le ordinanze di divieto di balneazione vengono emesse come i bollettini del tempo, senza piĂą fare notizia, nella leggerezza di una ordinaria comunicazione”.

“Purtroppo”, sottolinea, “questo è un vero tsunami che si riversa sul mondo turistico, sulle attivitĂ  balneari e sulle strutture ricettive. Non può essere normale per una cittĂ  turistica non poter fare un bagno in mare in santa pace. Ormai la situazione sta sfuggendo di mano, i giorni di divieto superano quelli balneabili. Non può essere una questione riferita ad una zona, qua ci giochiamo la reputazione turistica del nostro nome, di Sanremo. Il livello di preoccupazione è elevato. I nostri albergatori, i balneari, sono furiosi e stufi di dover sopportare palettate di insulti dai propri clienti, disdette di vacanze e recensioni da pessima reputazione, a causa della mancanza assoluta di azioni e interventi da parte delle autoritĂ  competenti”.

“Da troppi anni stiamo aspettando che il Comune faccia qualcosa, che si proceda con monitoraggio dei torrenti a monte, che si possano verificare le cause degli inquinamenti e avanzare soluzioni”, prosegue Scibilia. “Chi ha scelto di governare la cittĂ  ha il dovere di fare il proprio mestiere, anche in estate. Purtroppo, invece, gli operatori sono stati abbandonati al loro destino. In molti lamentano l’assenza dei pubblici amministratori. Non c’è un cenno di comunicato per spiegare le motivazioni, per mostrare un minimo di vicinanza. Niente”.

“Nella vicina cittĂ  di Arma il sindaco, per un solo divieto, ci ha messo la faccia, ha fatto le azioni di tutela dovute, è stato al fianco degli operatori. A Sanremo la problematica di migliaia di turisti che non possono, in piena stagione balneare, fare un sano bagno in mare, che le aziende subiscono grossi danni, non è materia di interesse. Una lontananza glaciale dai problemi reali della cittĂ . A nulla sono servite le numerose lettere di richiamo che le associazioni di categoria hanno scritto al Comune. Nulla si muove”, afferma.

“Confesercenti”, dichiara Domenico Alessi, presidente cittadino, “esprime la propria preoccupazione davanti ad un atteggiamento di un organo di gestione della cosa pubblica, che non interviene su una tematica così rilevante per la nostra comunitĂ . Chiediamo alla politica di intervenire, di coinvolgere le parti sociali. Noi dobbiamo lavorare quando i nostri clienti sono in vacanza, questa è la nostra mission. Un Comune non può andare in vacanza, deve intervenire e trovare soluzioni”.