Prosegue a Imperia il confronto sulla possibilità di consentire il conferimento quotidiano dei rifiuti organici nelle ISECO. Se da un lato l’assessore Laura Gandolfo è intervenuta spiegando che l’ampliamento del servizio incontrerebbe ostacoli tecnici, economici e di decoro urbano, dall’altro il consigliere d’opposizione di Imperia senza Padroni, Luciano Zarbano, chiede però che le valutazioni vengano supportate da dati.
“Ringraziamo l’assessore per gli elementi tecnici forniti. Proprio perché si parla di capacità e costi insostenibili, chiediamo dati completi e verificabili: percentuali di riempimento, numero dei conferimenti, frequenza degli svuotamenti, costi dei passaggi aggiuntivi ed esiti della sperimentazione in corso”, commenta.
Secondo il consigliere, l’apertura quotidiana delle ISECO non comporterebbe necessariamente il conferimento contemporaneo da parte di tutte le utenze e non determinerebbe, di per sé, un aumento della quantità settimanale di rifiuti prodotti. Il conferimento potrebbe invece essere distribuito su più giorni, riducendo la concentrazione legata alle attuali limitazioni.
“È un’ipotesi da verificare con i dati, non una certezza. Attraverso il controllo degli accessi si potrebbe conoscere l’utilizzo effettivo delle strutture e valutare fasce orarie, limiti o turnazioni più flessibili”, afferma.
La proposta avanzata dall’opposizione, precisa Zarbano, non consiste nell’aumento indiscriminato delle ISECO, ma nell’avvio di una sperimentazione circoscritta. L’idea è consentire per alcune settimane il conferimento quotidiano del solo organico in un numero limitato di strutture, monitorando accessi, livelli di riempimento, svuotamenti aggiuntivi e relativi costi.
“Se la prova dimostrasse che il servizio è realmente insostenibile, ne prenderemo atto. Prima di dichiararlo impossibile, però, sarebbe corretto verificarlo concretamente”, dichiara Zarbano. “Anche l’ampliamento sperimentale dell’orario di accesso alle ISECO, con apertura anticipata alle 6, rappresenta un elemento da considerare nel dibattito sulle modalità di gestione del servizio, pur non dimostrando automaticamente la sostenibilità del conferimento quotidiano”.
“Perplessità ha suscitato anche la battuta dell’assessore secondo la quale i gusci delle cozze dovrebbero essere conservati in casa, eventualmente nel frigorifero durante le giornate più calde”, prosegue il consigliere. “Può essere una scelta personale, ma non la risposta organizzativa suggerita a un’intera città. Non tutti dispongono di balconi, spazi adeguati o frigoriferi capienti. Il frigorifero è destinato agli alimenti e non può diventare un’estensione domestica del servizio pubblico di raccolta”.
Imperia senza Padroni richiama inoltre il costo della Tari, sostenendo che a fronte della tariffa pagata dalle famiglie debba essere garantito un servizio il più possibile rispondente alle esigenze degli utenti, compatibilmente con i vincoli tecnici ed economici.
“Non si può chiedere alle famiglie di sistemare i rifiuti fra il latte e la verdura senza aver prima valutato ogni soluzione praticabile. Chi paga ha diritto a un servizio organizzato sulle esigenze reali delle persone, naturalmente entro limiti tecnici ed economici dimostrabili”, sostiene.
Zarbano respinge infine l’idea che il confronto debba necessariamente ridursi alla contrapposizione tra maggiore accessibilità al servizio e perdita di parcheggi: “Parcheggi e decoro sono questioni serie, ma non devono essere utilizzati per chiudere preventivamente il confronto. Nessuno vuole trasformare Imperia in una distesa di cassonetti. Chiediamo di esaminare tutte le alternative e rendere pubblici i dati sui quali si fondano le decisioni”.
“Prima di affermare che il conferimento quotidiano è tecnicamente ed economicamente impossibile, proviamo a misurarlo. Solo così potremo superare battute e contrapposizioni e trovare una soluzione realmente sostenibile”, conclude Zarbano.








