Pronto il piano da circa 10 milioni di euro per cinque interventi prioritari di mitigazione del rischio idrogeologico in Liguria: a San Biagio della Cima, nell’imperiese, Calice Ligure, nel savonese, Genova, Lerici e Sesta Godano, nello spezzino, con opere che interessano versanti, falesie e torrenti.

La giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone, ha approvato gli interventi prioritari da trasmettere al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per il via libera definitivo.

I progetti sono stati individuati da Regione Liguria sulla base delle segnalazioni da parte dei territori e definiti attraverso un percorso di stretta collaborazione con l’AutoritĂ  di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, che li ha validati con parere positivo di competenza. Una sinergia che ha consentito di costruire una programmazione coerente con le esigenze di difesa del suolo e con le prioritĂ  di mitigazione del rischio idrogeologico a livello regionale.

“Con un piano da quasi 10 milioni di euro finanziamo cinque interventi prioritari, giĂ  validati dall’AutoritĂ  di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale e pronti a entrare nella fase operativa”, dichiara l’assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone. “Un risultato reso possibile dal lavoro condiviso con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ringrazio nella persona del ministro Pichetto Fratin e del viceministro Gava per l’attenzione dimostrata nei confronti della Liguria, insieme all’AutoritĂ  di Bacino e agli enti locali. Attraverso i sindaci e i loro tecnici sono infatti i territori a indicarci le prioritĂ : il nostro compito Ăš trasformarle rapidamente in opere concrete. In una regione come la Liguria, dove il rischio idrogeologico impone una programmazione costante, continuiamo a intercettare risorse nazionali per mettere in sicurezza versanti, torrenti e infrastrutture prima che le criticitĂ  si trasformino in emergenze. Ora l’obiettivo Ăš avviare le gare nei prossimi mesi e aprire i primi cantieri entro la fine del 2026, a partire dagli interventi piĂč urgenti come quello di Lerici, dove il crollo della falesia dello scorso febbraio ha costretto alcune famiglie a lasciare le proprie abitazioni”.

Gli interventi previsti dal piano

Comune di Lerici

2.450.000 euro per la messa in sicurezza della falesia sovrastante via Zanelli.

Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio scorsi si ù verificato un evento franoso immediatamente a monte di un tratto di Via Zanelli, che dalla piazza principale dell’abitato di Lerici conduce al castello.

Il crollo ha interessato centinaia di metri cubi di terreno sciolto e roccia frantumata oltre ad alberi d’alto e medio fusto, ceppaie e detriti che si sono accumulati al piede della scarpata, addossandosi alle abitazioni, determinandone lo sgombero e l’inagibilitĂ .

Il progetto di sistemazione e messa in sicurezza della falesia ù suddiviso in due lotti funzionali, il primo dei quali ù già finanziato a valere su fondi FSR e comunali, per l’importo complessivo di 1.315.000 euro e prevede il consolidamento e parziale ricostruzione del paramento muro di soprascarpa che fiancheggia Via Zanelli, l’alleggerimento del versante tramite la rimozione di ceppaie e volumi di detrito presenti in parete e la realizzazione di rafforzamenti corticali in rete d’acciaio, localmente armati con funi metalliche ed ancorati mediante chiodature profonde.

Il secondo lotto di interventi, oggetto del presente finanziamento, prevede:
‱ l’integrazione del sistema di chiodatura dei rafforzamenti corticali realizzati nell’ambito del primo lotto;
‱ la realizzazione di cordolature su pali e tiranti per la mitigazione dei fenomeni di instabilità incipiente rilevati lungo le porzioni sommitali del versante;
‱ la realizzazione di opere di regimazione idraulica e di drenaggio a monte del ciglio di frana;
‱ il consolidamento di manufatti esistenti (murature in calcestruzzo) mediante realizzazione di tiranti in barra d’acciaio;
‱ il consolidamento del piede del versante mediante realizzazione di murature in calcestruzzo armato (rivestito in pietra), fondato su pali e dotato di piĂč livelli di tiranti verso monte;
‱ la sistemazione del piede del versante (deposito di frana) mediante adeguata rimodellazione del terreno (con realizzazione di terrazzamenti sostenuti da opere di contenimento in muratura, localmente rinforzate da opere di sostegno).

Provincia di La Spezia

400mila euro per la messa in sicurezza del fenomeno di dissesto lungo la Sp 566 in localitĂ  Sciarpato a Sesta Godano.

A seguito delle intense precipitazioni occorse nel dicembre 2022, si ù verificato un fenomeno franoso dovuto allo scivolamento lungo un piano di faglia dell’ammasso roccioso fratturato a monte della strada provinciale, presso località Sciarpato, nel Comune di Sesta Godano.

Il cedimento si ù sviluppato per una lunghezza di circa 30 metri ed ha interessato il pendio per un’altezza di circa 20 metri. Il materiale franato ha invaso la carreggiata, determinando dapprima l’interruzione della viabilità, poi riaperta a senso unico alternato regolato da impianto semaforico.

Sul pendio affiora il substrato roccioso notevolmente fratturato ed Ăš presente uno sperone roccioso aggettante dal quale potrebbero verificarsi ulteriori distacchi di materiale.

L’intervento prevede la realizzazione delle seguenti lavorazioni, finalizzate alla messa in sicurezza definitiva del versante:
‱ disgaggio dei volumi di detrito superficiale in condizioni instabili ed eventuale taglio alberi;
‱ applicazione di un sistema di protezione dello sperone roccioso aggettante con rete metallica ancorata tramite chiodature in barre in acciaio;
‱ applicazione di un sistema di protezione del ciglio di frana tramite rivestimento con rete metallica ancorata con chiodature in barre in acciaio;
‱ applicazione di un sistema di rafforzamento corticale in geostuoia rinforzata con rete metallica per la protezione delle zone di versante oggetto dell’intervento di disgaggio e risagomatura realizzato in fase di somma urgenza.

Comune di Genova

3 milioni e 690mila euro per la stabilizzazione e mitigazione del rischio idrogeologico della paleofrana di Prato Casarile e riassetto ambientale della testata del bacino del torrente Geirato, affluente del Bisagno, all’altezza di Molassana.

L’intervento attuale riguarda la messa in sicurezza nella porzione di monte delle opere di contenimento e regimazione dell’alveo del torrente, realizzate dopo l’alluvione del 1970 quando a causa della paleofrana si verificĂČ una colata detritica lungo la valle del Geirato travolgendo cose e persone per confluire nel Bisagno, contribuendo in modo significativo all’alluvione.

È dunque assolutamente prioritaria la prevenzione di ulteriori colate detritiche, anche in relazione alla presenza dell’opera di presa dello scolmatore del torrente Bisagno, in fase di realizzazione, poche centinaia di metri piĂč a valle della confluenza del torrente Geirato.

Gli interventi oggetto del presente finanziamento costituiscono un primo lotto di un progetto complessivo di sistemazione del bacino del torrente Geirato e comprendono le opere localizzate nella porzione di monte.

In particolare, sono previsti:
‱ la realizzazione e ripristino della pista di accesso alle aree, necessaria all’esecuzione e manutenzione delle opere;
‱ gli interventi di sistemazione e drenaggio della paleofrana di Prato Casarile mediante trincee drenanti e sistemi di drenaggio profondo;
‱ le opere di consolidamento e protezione dell’alveo nel tratto medio e alto del Torrente Geirato;
‱ gli interventi di protezione delle opere idrauliche esistenti interessate da fenomeni di erosione e sottoescavazione;
‱ il consolidamento del versante interessato da fenomeni di frana di crollo in roccia mediante disgaggio, riprofilatura e posa di sistemi di protezione e rinforzo.

Comune di Calice Ligure

750mila euro per la mitigazione del rischio idraulico in prossimitĂ  di Piazza IV Novembre.

Il sedime della piazza ù costituito da una copertura sul torrente Carbuta, posta circa 150 metri a monte della confluenza con il torrente Pora. Tale tombinatura, risalente agli inizi del 1.900 ed idraulicamente insufficiente, ù costituita da una struttura a volta in pietrame e mattoni, al di sotto della quale il fondo alveo presenta un evidente salto di quota di circa 2 metri di altezza. L’area ù inquadrata in alta pericolosità ed alto rischio negli elaborati del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni.

L’intervento in progetto prevede l’arretramento del salto di fondo dall’attuale posizione all’interno della tombinatura, ricostituendolo a monte dell’imbocco della stessa. È prevista anche la demolizione del cordolo di fondazione in calcestruzzo posto immediatamente a valle della tombinatura in sponda sinistra e la realizzazione di una nuova sottomurazione in massi cementati, nonchĂ© la ricostruzione della scarpata posta in fregio al muro di sponda sinistra, danneggiata a seguito dell’evento meteorico del maggio 2025 nel tratto compreso tra la tombinatura di piazza IV Novembre ed il ponte della Sp 17.  

Comune di San Biagio della Cima

2 milioni e 450mila euro per la messa in sicurezza delle aree a maggiore criticitĂ  del Torrente Verbone, nel tratto compreso tra il ponte di Via Caduti del Lavoro e il confine comunale.

Le aree di intervento si trovano nella zona centrale del territorio di San Biagio della Cima a valle del ponte di via Caduti del Lavoro, dove il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) individua un’estesa area interessata dalla fascia di inondabilità rispetto al rischio di piena duecentennale. Il torrente ù già stato oggetto di importanti interventi nel tratto a monte, anche con demolizione di ponti ed edifici interferenti col corretto assetto idraulico del torrente. Questa ulteriore opera di messa in sicurezza consentirà la mitigazione del rischio idraulico, con la successiva revisione del quadro di pericolosità. Un elemento indispensabile per restituire quelle aree al territorio e ai cittadini per il loro sviluppo futuro.

In particolare il progetto prevede:
‱ la demolizione di uno dei tre ponti esistenti nel tratto, individuati quali problematici per il deflusso delle acque;
‱ la realizzazione opere di adeguamento e ripristino del sedime del torrente tramite adeguamento delle sezioni idrauliche e sistemazione delle sponde con mantellate in massi;
‱ la sistemazione definitiva delle aree in fregio al corso d’acqua, ove insistono svariate infrastrutture, quali la viabilità provinciale (SP59), viabilità principale necessaria per la protezione civile e fabbricati.