Il fascino dei Mondiali di calcio e delle loro sfide decisive ha coinvolto anche un angolo di Imperia.
Alla Marina di Porto Maurizio, piazzetta Giribaldi e Deri si è trasformata in una piccola bolgia durante la semifinale tra Inghilterra e Argentina, tra magliette, trombette da stadio e, in alcuni momenti, anche qualche coro e qualche canto.
La maggior parte del pubblico ha sostenuto i campioni del mondo in carica.
In prima fila, ai tavoli del pub Le Grotte, si è raccolto un numeroso gruppo di argentini.
Una maggioranza nient’affatto scontata, considerando che lo storico locale imperiese è abitualmente frequentato durante l’anno da cittadini inglesi e anglofoni, spesso impegnati sulle imbarcazioni ormeggiate nel porto di Porto Maurizio.
Un contesto che contribuisce da tempo a creare un’atmosfera internazionale, particolarmente evidente in occasione soprattutto dei principali appuntamenti rugbistici, come il Sei Nazioni.
Non sono mancati i sostenitori della nazionale inglese, seppur in netta minoranza. Lo si è notato soprattutto in occasione del vantaggio albionico firmato da Anthony Gordon.
La rimonta dell’Albiceleste è arrivata nei minuti finali, completata dal gol del capitano dell’Inter, Lautaro Martínez, al termine dell’ennesima giocata decisiva di Lionel Messi in questo Mondiale, che probabilmente lo consacra come il più grande calciatore di ogni tempo.
Al triplice fischio la piazzetta si è colorata di bianco e celeste, con la festa dei tifosi argentini accompagnata dalla moderata soddisfazione di gran parte del pubblico presente.
L’Argentina giocherà la terza finale nelle ultime 4 edizioni del mondiale.
E, nel piccolo, possiamo forse considerarla un involontaria e piccola manifestazione del gemellaggio che lega il capoluogo imperiese alla città di Rosario.
Un gemellaggio, costruito intorno alla figura del generale Manuel Belgrano e stipulato nel giugno del 1987, curiosamente proprio negli stessi giorni in cui in città, all’Hospital Italiano Garibaldi nasceva un bambino chiamato Lionel Andres Messi Cuccitini, che ora, a quasi 40 anni e vent’anni dopo il suo primo mondiale(era il 2006, dolci ricordi), come ultimo atto della propria carriera, ora sfiderà in finale quella Spagna che lo ha accolto da bambino e lo ha visto diventare uomo e calciatore.







