È Andrea Orlando, consigliere regionale del Partito Democratico, a lanciare il messaggio politico più incisivo nel corso dell’incontro dedicato al futuro delle infrastrutture della provincia di Imperia, ospitato alla Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia.
Per l’ex ministro il problema non è soltanto rappresentato dai ritardi accumulati, ma soprattutto dall’assenza di una strategia per il Ponente ligure: “A questa situazione di difficoltà se ne aggiunge un’altra: la mancanza di una prospettiva, perché oggi nessuna delle grandi opere che in qualche modo può dare una risposta strutturale al Ponente è sul tavolo del Governo nazionale. Le risorse sono state drenate dalla faraonica impresa del Ponte sullo Stretto di Messina e quello che riguarda il rapporto con la Francia, il rapporto con il Piemonte, che fatalmente in assenza di risposte viene a gravare sul Ponente, non è nell’agenda né della Regione né del Governo nazionale”.
Secondo Orlando, ogni criticità lungo gli assi transfrontalieri finisce inevitabilmente per gravare sull’unica infrastruttura realmente disponibile: “Quando succede quello che è successo a Tenda tutto si riversa sull’unica linea di attraversamento, che è quella dell’autostrada, con tutte le conseguenze che ognuno di noi può misurare e che diventano drammatiche nella fase turistica. Quindi non solo le difficoltà sono molte, ma non c’è neanche un’azione politica per superarle”.
Sull’Aurelia Bis, Orlando invita inoltre alla prudenza: “Il finanziamento del progetto non equivale al finanziamento dell’opera. Avere un progetto è già qualcosa, ma nelle condizioni in cui versa oggi l’Aurelia accontentarsi mi sembra davvero eccessivo”.
Ioculano: “Settant’anni di ritardi sulle principali opere liguri”
Enrico Ioculano, consigliere regionale del PD, ha illustrato il senso del tour promosso dal gruppo regionale del PD insieme alle altre forze di opposizione: “Il gruppo regionale del Partito Democratico, insieme alle altre forze dell’opposizione, ha predisposto un dossier, ha fatto uno studio puntuale sullo stato delle infrastrutture in Liguria. Del centrodestra si fa un gran parlare di una regione sbloccata. La realtà non ci dice questo, anzi. Dal 2015 a oggi, sulle dieci principali infrastrutture della Regione Liguria, si sono accumulati più di 70 anni di ritardo”.
Entrando nello specifico della provincia di Imperia, Ioculano ha indicato le priorità: “Oggi qui a Ventimiglia, per quanto riguarda la provincia di Imperia, ci focalizzeremo sul tema dell’Aurelia, dell’Aurelia Bis, sul tema del raddoppio ferroviario Finale-Andora, sul tema del Parco Roja, che non se ne parla più ed è sparito totalmente dai programmi di governo. Poi i collegamenti con la Francia e con il Piemonte”.
Secondo il consigliere, per l’Aurelia Bis serve una pianificazione più concreta: “Non c’è una razionalizzazione e una chiara programmazione di quelli che saranno gli interventi. È impensabile che vengano finanziati dei lotti interi che costano centinaia di milioni di euro quando quest’anno Anas non ha sostanzialmente nulla nel suo bilancio”.
Per il Parco Roja, invece, propone un cambio di passo: “Bisognerebbe iniziare a dire che il piano urbanistico del Parco Roja va modificato, la sua destinazione d’uso va modificata. Bisognerebbe costituire un tavolo col Ministero per capire quale deve essere il futuro e tirare fuori i pochi soldi che servono per la sdemanializzazione e per metterlo in sicurezza dal punto di vista alluvionale”.
Sanna: “Il ritardo sulle infrastrutture porta una forte depressione sul lavoro e turismo”
Il capogruppo del PD in consiglio regionale, Armando Sanna, ha ribadito il senso del tour promosso dalle opposizioni: “I dati sono spaventosi perché oggi undici anni di governo regionale portano quasi a settant’anni di ritardi di opere pubbliche”.
Secondo Sanna, le conseguenze ricadono direttamente sull’economia ligure: “Oggi tutte le opere pubbliche infrastrutturali della nostra regione sono in ritardo e soprattutto questo sta portando una forte depressione a livello di lavoro e di turismo”.
Il Tunnel di Tenda, la seconda canna e i collegamenti con il cuneese
All’incontro è intervenuta anche la sindaca di Cuneo e presidente dell’ATL del Cuneese, Patrizia Manassero, che ha ribadito il valore strategico dei collegamenti tra il Piemonte e il Ponente ligure, soffermandosi in particolare sul Colle di Tenda e sulla ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza. “Per noi sono due infrastrutture importanti, hanno una grande valenza sia per il territorio cuneese, che ha uno sbocco sul mare, sia per quanto riguarda l’economia e il commercio”, ha dichiarato.
Manassero ha ricordato le conseguenze dei lunghi anni di chiusura del Tenda: “Abbiamo rilevato che durante gli anni di chiusura del Colle di Tenda, oltre tredici anni, la presenza dei liguri e dei francesi nella nostra città ha penalizzato fortemente la nostra economia. Per cui noi crediamo fortemente in questo collegamento”.
Sul tema del secondo traforo, la sindaca ha espresso una posizione netta: “Percorrendola, come ho fatto oggi e come ho fatto tantissime volte, quella non è una canna che può oggi ospitare un transito nei due sensi di marcia contemporaneamente. Avere dopo tredici anni, nel 2026, una canna sola con i semafori non mi sembra la situazione ideale”.
Il primo cittadino di Cuneo ha concluso rilanciando la richiesta di completare l’opera: “Noi auspichiamo che venga riattivata la seconda canna per utilizzare ognuna delle due canne in un senso di marcia. Questo metterebbe in sicurezza un valico internazionale che non può essere ridotto a una modalità di passaggio ancora molto fragile”.







