Prosegue il viaggio di Riviera Time tra parole, modi di dire e antiche saggezze della tradizione locale con le ‘lezioni du nosciu dialettu‘ con Giannetto Novaro, castellotto doc e presidente onorario della Communitas Diani. Un appuntamento che non vuole limitarsi a spiegare il significato di un’espressione dialettale, ma vuole riflettere su come il linguaggio popolare riesca a raccontare, con poche parole, intere stagioni della vita.
Questa volta il protagonista è il detto ‘Pèrde a vöia de sciguô‘, letteralmente perdere la voglia di fischiare.
La spiegazione di Giannetto Novato – ‘Pèrde a vöia de sciguô”
Come ha spiegato Giannetto Novaro ai nostri microfoni: “Un tempo fischiare era spontaneo, era il segno di un momento felice, della leggerezza, dell’entusiasmo. Si fischiava passeggiando, quando la giornata sembrava sorridere, oppure per esprimere ammirazione davanti al passaggio di una bella ragazza“.
Con il trascorrere degli anni, però, qualcosa cambia. “Le esperienze, le delusioni, i sacrifici e le inevitabili difficoltà della vita finiscono per affievolire quello slancio. Così, anche davanti a una bellezza straordinaria – ha scherzato Novaro – oggi non si troverebbe più nemmeno la voglia di fischiare”.
Dietro l’ironia si nasconde però una riflessione profonda. ‘Pèrde a vöia de sciguô‘ descrive quella fase della vita in cui l’entusiasmo sembra lasciare spazio alla malinconia, quando ci si accorge di non essere più gli stessi e si fa i conti con il tempo che passa.
“Ma il messaggio finale non è di rassegnazione. Al contrario, invita a non fermarsi alla nostalgia, bensì ad accettare il cambiamento senza smettere di cercare nuovi motivi per essere sereni. Se il fischio dell’età giovanile si affievolisce, resta comunque la possibilità di guardare avanti, cogliendo ciò che la vita continua a offrire con spirito positivo e buona volontà“.
Nel video-servizio a inizio articolo l’intervista integrale a Giannetto Novaro.







