Dopo la sentenza del Tar che ha annullato lâadeguamento del piano regolatore del porto di Oneglia, torna al centro del dibattito politico cittadino il futuro dello scalo. A intervenire sono i consiglieri comunali del Partito Democratico Deborah Bellotti ed Edoardo Verda, che rilanciano la necessitĂ di una visione complessiva per lâinfrastruttura.
âDopo la sentenza del Tar che ha annullato lâadeguamento del piano regolatore del porto di Oneglia, torna centrale una domanda che la cittĂ rimanda da troppo tempo: che porto vogliamo per Imperia? Quale funzione deve avere lo scalo nei prossimi ventâanni, e come questa funzione si tiene insieme con la cittĂ che ci vive intorno?â, affermano i due consiglieri.
Il gruppo consiliare del PD rivendica la propria posizione sulla variante del porto: âIl Partito Democratico ha una posizione chiara. Lâabbiamo ribadita votando a luglio 2025 contro la variante che cancellava la vocazione commerciale dello scalo. In quel documento avevamo chiarito due cose: che quella scelta privava la cittĂ di unâinfrastruttura strategica senza offrire alternative e che andava evitata perchĂ© presa in assenza della necessaria condivisione con le rappresentanze sociali ed economiche del territorioâ.
âUna linea condivisa e coerente, ribadita anche dalla segreteria provinciale, dai nostri parlamentari e consiglieri regionaliâ, aggiungono.
Nel loro intervento Bellotti e Verda criticano lâimpostazione dellâamministrazione sul futuro dello scalo: âLa scelta dellâamministrazione sul porto di Oneglia colpiva in modo mirato la funzione commerciale, rivelando lâobiettivo politico di âliberareâ la banchina commerciale e immaginarla in chiave turistica. Si voleva eliminare la funzione, senza dire con chiarezza cosa ci si volesse fare davvero. Prima si svuota, poi si decideâ.
I consiglieri richiamano la storia del porto e le sue potenzialitĂ economiche: âIl porto di Oneglia nasce come sbocco a mare della cittĂ e nel tempo ha sviluppato traffici commerciali di rilievo, a partire dalla filiera dellâolio. Quei traffici sono stati progressivamente persi, e negli anni le amministrazioni di centrodestra hanno eroso sempre piĂč la destinazione commerciale dellâunico bacino rimasto, cedendo spazio alla nautica da diportoâ.
âEppure, il porto ancora oggi Ăš potenziale lavoro, non un relitto da dismettere, ma unâinfrastruttura che funzionaâ, sottolineano.
Secondo il PD, la direzione dovrebbe essere quella di una riconversione funzionale e moderna: âDifendere la funzione non significa immaginare un porto fermo nel tempo, ma progettarne uno nuovo e realistico: un porto connesso alla logistica leggera, ai trasporti a corto raggio, alla cantieristica e ai servizi alla nautica, capace di stare dentro la transizione ecologica con banchine elettrificate come stanno facendo Genova e Savona-Vado sul modello dei Green Ports europeiâ.
âSignifica avviare finalmente il percorso di ingresso nellâAutoritĂ di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, perchĂ© un porto comunale isolato non ha la forza di reggere questa sfidaâ, aggiungono.
I due consiglieri sottolineano inoltre la necessitĂ di una pianificazione organica: âUn porto non Ăš soltanto banchine: Ăš il modo in cui le merci entrano ed escono, Ăš la qualitĂ della vita di chi abita intorno allo scalo, Ăš lâequilibrio tra commercio, pesca, nautica e affaccio urbano. Servono studi, dati sui traffici e valutazioni sullâimpatto e sullâoccupazione, mentre la cittĂ Ăš ancora priva di un Piano Urbanistico Comunale: si continua a decidere per pezzi, senza la cornice generale che dovrebbe orientare ogni sceltaâ.
Infine, lâappello allâamministrazione: âĂ necessario un passaggio decisivo ed Ăš impegno del PD elaborare una proposta condivisa e articolata sullo sviluppo del porto di Imperia, in un ampio confronto con il territorio, le categorie economiche, i sindacati e la Regione. Unâinfrastruttura strategica come il porto non si progetta con annunci o con singoli atti, ma con un percorso pubblicoâ.
âPer questo chiediamo allâamministrazione di aprire da subito un confronto vero sul futuro del porto di Oneglia: un tavolo in cui categorie economiche e produttive, sindacati, lavoratori del porto e compagnia portuale, operatori della nautica e della pesca ed altri soggetti coinvolti siano davvero ascoltati e consultati. Chiediamo di mettere da parte le bandiere e di ragionare insieme su quello che serve a Imperia. Imperia deve scegliere il proprio futuro con serietĂ e con la coerenza di un metodoâ, concludono Bellotti e Verda.








