A Sanremo prende vita il progetto della Scuola di Floricoltura Applicata, un’iniziativa nata per rispondere a un’esigenza strutturale e urgente del comparto floricolo nella provincia di Imperia: l’inserimento di nuovi operatori adeguatamente formati. Promosso da Cia Agricoltori Italiani (attraverso l’ente di formazione autorizzato CIPAT) e Florcoop Sanremo, il percorso punta a rafforzare la capacità produttiva locale per soddisfare le richieste dei mercati e sostenere la filiera commerciale e logistica.
Il settore floricolo locale continua a far registrare numeri significativi sul piano economico e commerciale, sostenuto da una domanda elevata che proviene soprattutto dai mercati esteri.
Tuttavia, il comparto deve fare i conti con un progressivo squilibrio tra domanda e offerta. Negli ultimi trent’anni il sistema produttivo ha subìto profonde trasformazioni strutturali: sono diminuite le coltivazioni tradizionali in serra ad alta intensità energetica, come rose e garofani, a favore di una crescita delle produzioni di fronde ornamentali e delle coltivazioni in piena aria.
Nonostante la forte concorrenza internazionale, la Riviera dei Fiori mantiene un ruolo commerciale di prim’ordine su prodotti come mimosa, ginestra, ranuncoli, ruscus ed eucalipto.
Il modello didattico e il ricambio generazionale
Il problema principale non risiede nella disponibilità di risorse fondiarie: i dati del Censimento ISTAT evidenziano una differenza di circa 4.000 ettari tra la Superficie Agricola Totale e la Superficie Agricola Utilizzata, segno della presenza di terreni e serre attualmente inutilizzati o sottoutilizzati. Manca, tuttavia, un capitale umano specializzato a causa del progressivo invecchiamento della classe imprenditoriale e dell’assenza di una programmazione formativa strutturata.
“La floricoltura in provincia di Imperia non è certamente in crisi”, dice Gianfranco Croese, presidente di Florcoop, “ha di certo subìto una trasformazione importante negli ultimi trent’anni, ma il settore ha ancora molto successo a livello economico e commerciale. La Scuola di Floricoltura Applicata ha come obiettivo primario quello di contribuire allo sviluppo della produzione e al mantenimento di questa filiera che produce numeri importanti alla luce di una domanda ancora molto elevata da parte dei mercati”.
La scuola si distanzia dai percorsi accademici convenzionali: il modello didattico prevede una forte prevalenza della pratica applicata, con l’80% delle ore svolto direttamente sul campo, in serre e nei magazzini del territorio, e il restante 20% dedicato alle nozioni teoriche e agronomiche di base.
“La floricoltura di reciso è un settore ben più complesso rispetto ad altri mestieri agricoli, per cui risultano necessarie competenze specifiche e precise sia a livello teorico sia a livello pratico”, dichiara Mariangela Cattaneo, presidente di Cia Imperia. “Si tratta di informazioni preziose, ad oggi particolarmente difficili da recuperare in modo strutturato da parte di chi intende avvicinarsi al settore dal punto di vista professionale, a cui si aggiunge la mancanza di confronto con i professionisti esperti e con i colleghi, completamente venuta a mancare con la perdita di attrattività del plateatico del Mercato dei Fiori. Con questa iniziativa pianifichiamo lezioni teoriche per trasmettere informazioni e dati, insieme a lezioni pratiche e applicate sul campo: visitare le aziende, vedere come si pianta, come si disinfesta, come si raccoglie, valutare lo stato di raccolta, imparare le modalità di confezionamento. La Scuola di Floricoltura Applicata rappresenta uno strumento nuovo, mai esistito prima a livello provinciale, aperto ai giovani e a chiunque abbia intenzione di avvicinarsi a questo mestiere”.
Appello alle istituzioni e iscrizioni
Il percorso formativo si rivolge a proprietari di terreni incolti, giovani imprenditori e nuovi operatori. Accanto alle lezioni sono previsti strumenti di accompagnamento come l’analisi tecnica preliminare dei terreni e l’orientamento colturale in base alle caratteristiche microclimatiche delle diverse zone. I promotori dell’iniziativa hanno rivolto un appello al comparto politico affinché l’attività venga riconosciuta come un’opportunità di interesse pubblico, necessaria a garantire la tenuta economica del territorio.
“Noi cominciamo, chi vuole contribuire si faccia avanti, nessuno escluso”, concludono Cattaneo e Croese.
Le iscrizioni e le richieste di informazioni sono attive sul portale ufficiale dell’ente.








