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Dopo mesi di lavori e studi conservativi, il grande rosone della chiesa di San Michele Arcangelo è tornato a splendere nel cuore del borgo di Pigna.

Un intervento definito “storico”, che ha permesso di recuperare uno degli elementi architettonici più importanti dell’edificio religioso, noto per il suo particolare schema decorativo e per il valore artistico della composizione. Il restauro ha riguardato sia la parte policroma della vetrata sia l’imponente struttura muraria che la sostiene, un’opera complessa resa possibile dalla collaborazione tra la Sovrintendenza ai beni storici, il Comune e la parrocchia.

“Questo rosone ha toccato il cuore di tutta la comunità”, ha spiegato il parroco don Mirko Belloli. “Riporterà più luce all’interno della chiesa ma anche la riscoperta dell’attaccamento della popolazione alla propria storia e alla società civile”.

Un tesoro del 1450

Il sindaco Roberto Trutalli ha ricordato come il recupero del rosone rappresenti l’ultimo tassello di un lungo percorso di valorizzazione del patrimonio artistico del paese: “Negli ultimi vent’anni abbiamo recuperato gli affreschi del Quattrocento, restaurato il polittico della chiesa e il Cristo ligneo. Mancava il rosone, un intervento molto delicato sia sulla vetrata sia sulla parte muraria”.

Secondo Trutalli, il rosone risalirebbe intorno al 1450 e sarebbe stato realizzato da maestranze riconducibili ai Maestri Comacini, celebri per la loro abilità nella lavorazione della pietra: “Sono pietre del posto, scavate qui vicino. La facciata della chiesa è impressionante e testimonia quanto Pigna fosse un paese ricco e strategico”.

Il rosone restaurato racconta anche il ruolo storico di Pigna lungo la cosiddetta Via del Sale, l’antica arteria commerciale che collega ancora oggi il Mar Ligure all’entroterra piemontese e alle Alpi: “Pigna si trovava su questa autostrada del Medioevo che arrivava fino a Ginevra. Questo spiega la ricchezza e l’importanza artistica raggiunta dal paese”, ha ricordato il primo cittadino.

Il restauro del rosone restituisce al paese non solo un elemento architettonico di straordinario valore, ma anche un simbolo identitario per tutta la comunità. Un’opera che torna a illuminare la chiesa e, insieme, la memoria storica di Pigna.

Nel video servizio a inizio articolo le interviste complete a don Belloli e al sindaco Trutalli.