Ventimiglia celebra il Giorno della Legalità nel ricordo delle vittime di Capaci e via D’Amelio, Di Muro: “Difendere ogni giorno i valori democratici”

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Ventimiglia questa mattina ha ricordato le vittime di Capaci e via D’Amelio. Di seguito il discorso del sindaco Flavio Di Muro:

‘Distinte autorità civili, militari e religiose,
associazioni combattentistiche e d’Arma,
Cari Concittadini,

oggi, nel Giorno della Legalità e della memoria di tutte le vittime delle mafie, ci ritroviamo insieme per commemorare il 34° anniversario della Strage di Capaci, una delle pagine più drammatiche e dolorose della storia della nostra Repubblica.

Il 23 maggio 1992 furono barbaramente assassinati, in un vile attentato mafioso, il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Pochi mesi dopo, il 19 luglio, in via D’Amelio, persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina: servitori dello Stato che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. Uomini e donne che hanno adempiuto fino in fondo al proprio dovere, mettendo la difesa della legalità, della giustizia e delle istituzioni democratiche davanti alla propria stessa vita.

Quei tragici eventi sconvolsero l’intera Nazione e segnarono profondamente la coscienza collettiva del Paese. A distanza di trentaquattro anni, il ricordo di quelle immagini, di quel dolore e di quel senso di smarrimento è ancora vivo nella memoria di tutti noi.

Ma il sacrificio di Falcone, Borsellino e degli agenti delle scorte non è stato vano. La loro testimonianza continua a rappresentare un esempio straordinario di coraggio, integrità morale e amore per lo Stato.

Ed è proprio grazie alla loro eredità che oggi esiste una coscienza civile più forte, più consapevole e più determinata nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata.

La mafia si combatte certamente con l’azione dello Stato, con il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, ma si combatte anche ogni giorno attraverso il rispetto delle regole, il senso civico e la responsabilità individuale.

Per questo motivo è fondamentale il ruolo delle famiglie, della scuola, delle associazioni e delle istituzioni. È soprattutto dalle giovani generazioni che deve partire il seme della legalità e della giustizia: educare al rispetto delle regole significa educare alla libertà, alla dignità della persona e al valore della convivenza civile.

Ricordare oggi Falcone e Borsellino non significa soltanto celebrare due eroi dello Stato. Significa assumersi, ciascuno nel proprio ruolo, la responsabilità di difendere quotidianamente i principi democratici sui quali si fonda la nostra Repubblica.

Desidero concludere questo breve intervento con le parole di Giovanni Falcone, che ancora oggi rappresentano un monito e una speranza per tutti noi:

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

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