Nella giornata odierna, presso il teatro comunale “Luigi Maccario” di Ventimiglia, la Polizia di Stato ha organizzato un incontro sulla legalità dedicato agli studenti degli istituti superiori ventimigliesi, incentrato sul fenomeno della droga in tutte le sue sfaccettature: sociali, fisiche, giudiziarie e psicologiche.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco, on. Flavio Di Muro, del prefetto della provincia di Imperia, Antonio Giaccari, e del questore della provincia di Imperia, Andrea Nicola Lo Iacono, da sempre sensibili alla formazione studentesca, il dirigente del commissariato di Polizia di Stato di Ventimiglia, vice questore Paolo Arena, ha fatto da moderatore dell’incontro introducendo il tema generale e accompagnando gli studenti in una riflessione allegorica.
Facendo un parallelismo con la figura mitologica di Ulisse, il dirigente ha illustrato l’inganno della droga. Ulisse, il grande condottiero ed eroe di Itaca, lascia la sua terra, la moglie e il figlio: è l’uomo avventuroso, temerario, esploratore, simbolo di chi accetta le sfide e non indietreggia. Nell’immaginario collettivo rappresenta “l’uomo oltre”, oltre i limiti e oltre la razionalità.
Ulisse osa sfidare l’ignoto: nel suo viaggio oltre le Colonne d’Ercole convince i suoi uomini timorosi e titubanti, ricordando loro la loro natura: “considerate la vostra semenza… fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Li spinge così a superare i confini, verso un mondo sconosciuto e privo di certezze. Quel viaggio, audace ma sconsiderato, diventa però anche l’ultimo: moriranno tutti.
Ulisse diventa così simbolo dell’inganno di chi, mosso da curiosità fine a sé stessa, trascina sé e gli altri verso l’ignoto. È ciò che accade con la droga: un inganno che si presenta come esperienza senza pericoli, ma che in realtà conduce a una progressiva perdita di controllo.
La droga viene descritta come il “grande inganno” contemporaneo: inizialmente appare innocua, persino attrattiva, ma progressivamente trasforma la percezione e la volontà, fino a rendere l’individuo dipendente. Quando si imbocca la rotta sbagliata, si entra in una tempesta difficile da affrontare, fino alla perdita della libertà personale.
Successivamente è intervenuto l’illustre ospite, dott. Pignataro, dirigente generale della Polizia di Stato e consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le politiche contro la droga, che ha ribadito con forza il concetto che “droga equivale a morte e schiavitù”, richiamando gli studenti a compiere scelte consapevoli e responsabili.
Il dott. Santacroce, dirigente del settore Polizia di Frontiera, ha invece evidenziato le problematiche legate ai flussi migratori e alle attività di contrasto della polizia giudiziaria in materia di stupefacenti, soprattutto in una città di confine come Ventimiglia, esposta ai traffici internazionali.
Il dott. Marco Mollica, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze, e la dott.ssa Federica Ingaramo, direttrice sostituta, hanno posto l’accento sui problemi dell’adolescenza e sull’uso di sostanze nel post-pandemia, illustrando gli interventi integrati nella provincia intemelia.
È seguito l’intervento del sacerdote colombiano don Rito Alvarez, presidente dell’associazione “Angeli di Pace”, che ha raccontato la tragedia della cocaina e lo sfruttamento dei minori attraverso testimonianze dirette e toccanti.
Infine, la dott.ssa Alessandra Risso, dirigente dell’area amministrativa del Comune di Ventimiglia, si è soffermata sui temi della prevenzione, dell’inclusione e della rete territoriale, evidenziando il ruolo dei servizi sociali nel contrasto alle dipendenze e al traffico di stupefacenti.
Dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime della droga, il messaggio finale, condiviso all’unisono con lo sfondo della Statua della Libertà, simbolo di speranza, è stato: “Giuriamo di avervi detto la verità. Alzate gli occhi, cari ragazzi e ragazze: la Polizia di Stato vi conduce verso la rotta giusta”.








