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Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali contrastanti per le nuove generazioni.
Secondo i dati Eurostat, il tasso di occupazione giovanile tra i 15 e i 29 anni in Italia si colloca poco sopra il 33%, tra i valori più bassi dell’Unione europea.

Un ritardo legato a un mismatch tra formazione e domanda di lavoro, a un passaggio scuola-lavoro ancora lento e a una minore diffusione di percorsi professionalizzanti rispetto ad altri Paesi europei. A questo si aggiunge il peso del lavoro irregolare, soprattutto nei settori del turismo e della ristorazione, dove è più alta la presenza giovanile.

Il quadro ligure

Nel complesso, la Liguria mostra livelli occupazionali giovanili superiori alla media italiana, ma inferiori rispetto alle regioni più dinamiche del Nord come Veneto (40,9%), Lombardia (40,3%) ed Emilia-Romagna (39,5%).

Secondo i dati Eurostat sull’occupazione giovanile (15–29 anni), la regione si colloca attorno al 36,5%, un valore che la avvicina più alla struttura dei territori a forte vocazione turistica che ai sistemi industriali del Nord Italia.

Un confronto europeo rafforza questa lettura. La Liguria presenta caratteristiche più simili alla regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra (44,6%) rispetto alle aree più industrializzate del continente, dove il tasso di occupazione giovanile supera spesso il 50–60%.

In entrambi i territori, infatti, il peso del turismo, dei servizi e della stagionalità resta centrale nella composizione dell’occupazione.

Anche sul piano della formazione emergono elementi critici: la quota di laureati tra i 25 e i 39 anni in Liguria è pari al 28,9%, sotto la media nazionale, mentre la partecipazione alla formazione continua si attesta all’11%, in linea con l’Italia ma distante dai livelli delle regioni del Nord più avanzato.

Il quadro regionale evidenzia quindi non tanto un problema di accesso al lavoro, quanto una difficoltà nel consolidamento di occupazioni stabili e qualificate.

Il caso della provincia di Imperia

All’interno di questo contesto, la provincia di Imperia presenta un profilo particolare.

Il tasso di occupazione giovanile (15–29 anni) si attesta al 41,9%, superiore alla media regionale ligure e anche a quella di altre province come Savona (32,5%) e Genova (36,9%). Un valore che si colloca inoltre sopra la media italiana (34,4%).

Il dato suggerisce una maggiore capacità del territorio di assorbire forza lavoro giovane rispetto al resto della regione.

Tuttavia, il confronto con gli altri indicatori mostra un quadro più articolato.

Le giornate retribuite dei lavoratori dipendenti sono pari al 73,2%, contro il 74,6% di Savona, il 78,5% de La Spezia e il 79,4% di Genova, e risultano inferiori sia alla media ligure (77,8%) sia a quella del Nord-Ovest (82,3%). Un differenziale che segnala una maggiore incidenza di lavoro discontinuo e stagionale.

Anche sul fronte delle retribuzioni il divario è evidente: a Imperia il reddito medio annuo dei lavoratori dipendenti è pari a 17.682 euro, contro i 20.108 di Savona, i 21.892 de La Spezia e i 25.580 di Genova.

Si tratta del valore più basso tra le province liguri.

Il quadro formativo rafforza questa lettura. La quota di laureati tra i 25 e i 39 anni è pari al 20,1%, contro il 28,1% di Savona, il 32,2% di Genova e il 26,3% de La Spezia. Anche il passaggio all’università dopo il diploma (45,6%) è inferiore rispetto a Genova (58,6%) e Savona (53,2%).

Infine, la partecipazione alla formazione continua si ferma al 7,2%, contro valori superiori all’11% nelle altre province liguri.

Nel complesso, Imperia mostra quindi un paradosso solo apparente: un livello di occupazione giovanile relativamente alto, ma inserito in un mercato del lavoro caratterizzato da maggiore stagionalità, redditi più bassi e una minore presenza di competenze elevate.

Un sistema che favorisce l’ingresso nel lavoro, ma meno la sua stabilizzazione nel tempo.

Metodologia e fonti

Le elaborazioni utilizzate nell’articolo si basano sugli indicatori territoriali BES di ISTAT pubblicati nel 2025 e riferiti prevalentemente al 2024, integrati con dati comparativi Eurostat aggiornati al 2025.

In particolare sono stati analizzati: tasso di occupazione giovanile (15–29 anni), giornate retribuite dei lavoratori dipendenti, retribuzioni medie annue, quota di laureati, passaggio all’università, partecipazione alla formazione continua e quota di NEET.

I dati sono stati utilizzati per confrontare la provincia di Imperia con le altre province liguri, la Liguria nel suo complesso e il contesto del Nord Italia, in una prospettiva comparata anche a livello europeo.