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La cultura come motore di crescita, identità e rilancio turistico di Bordighera. È questo il messaggio rilanciato dalla candidata sindaca Marzia Baldassarre e dalla candidata consigliera Barbara Bonavia, della lista “Bordighera Domani”, in vista delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio.

“La cultura è parte dell’identità di Bordighera, non è qualcosa di accessorio, ma è un elemento che tiene insieme la comunità, la qualità della vita e l’attrattività della città”, dichiara Baldassarre. “Oggi questo potenziale è solo in parte espresso, per questo vogliamo una programmazione culturale continua, accessibile e capace di vivere tutto l’anno, non solo di momenti occasionali. Una città culturalmente viva è una città che cresce, è una città che si racconta, è una città che viene scelta. È su questo che abbiamo costruito una visione chiara”.

A sottolineare il legame profondo tra Bordighera e il suo patrimonio storico e artistico è stata anche Barbara Bonavia, intervenuta davanti a Villa Regina Margherita. “Il futuro senza le radici della nostra storia e della nostra cultura non riusciamo a farlo, non riusciamo neanche a progettarlo”, afferma.

La candidata consigliera ha ripercorso alcune delle tappe storiche che hanno reso Bordighera una località conosciuta a livello internazionale.

“Villa Regina è uno dei simboli della cultura e dell’animo internazionale e culturalmente molto vivace di Bordighera”, prosegue. “Bordighera ha avuto il suo grande momento dopo il libro ‘Il dottor Antonio’, scritto da Giovanni Ruffini, che descriveva benissimo il panorama della città. Da lì iniziò praticamente l’exploit turistico”.

Bonavia ricorda anche il ruolo delle grandi famiglie europee che contribuirono alla crescita culturale della città. “Sono arrivati inglesi, francesi e tantissimi villeggianti da tutta Europa, lasciando una marea di testimonianze sul territorio”, spiega. “Primo fra tutti Monet, che ha dipinto tantissimi quadri su Bordighera portandola in giro per il mondo”.

Spazio anche alla figura dell’architetto Charles Garnier, autore di numerose opere cittadine. “Ci ha lasciato Villa Garnier, Palazzo Garnier, il Palazzo delle Poste e la chiesa di Terrasanta. Ha lasciato veramente tantissimo”, sottolinea Bonavia.

“Dopo la guerra Bordighera ha saputo risollevarsi grazie anche all’idea del cavalier Cesare Perfetto, che ideò il Salone Internazionale dell’Umorismo”, conclude. “Far tornare Bordighera a quei fasti non sarà semplice, ma dobbiamo riscoprire nuove energie. Bordighera deve tornare a essere la città del sorriso, dell’amore e dei fiori”.

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