“’Tamerici salmastre ed arse’. Così declamava Gabriele D’Annunzio nella sua celebre ‘La pioggia nel pineto’. Forse per questa presentazione non proprio da cartolina il ‘nostro’ avrà deciso di rimuovere gli alberi di Borgo Prino, oggi sostituiti da palme che, quanto ad ombra, lasciano moltissimo a desiderare”, esordisce la segreteria del circolo PD di Imperia.
“Ma non vogliamo attaccarci alla rimozione di una quindicina di alberi per contestare le scelte dell’amministrazione, perché ci sarebbero ben altre decisioni assurde su cui soffermarci. È anzitutto una questione di metodo, come ha ben sottolineato la consigliera Bellotti: ‘Continuare ad abbattere alberi in funzione dei cantieri è una scelta politica precisa, che considera il verde urbano come un ostacolo e sacrificabile anziché una priorità’. Più di tutto colpisce la precisa volontà di sostituire qualunque tipo di pianificazione, anche la più banale, con intuito (!) e improvvisazione”.
Nella nota, il circolo dem punta il dito sulla situazione urbanistica cittadina: “Imperia non è soltanto al 100° posto in Italia (su 107) per le aree verdi, ma è l’unico capoluogo ligure senza un Piano Urbanistico Comunale, non ha un Piano del Verde, non un Piano del Traffico, non un Piano della Mobilità sostenibile. Nulla”.
“Nascono supermercati, infrastrutture, nuove strade, ciclabili a pettine senza la minima programmazione. Si realizzano piani dell’abitare senza neppure un alloggio per chi cerca casa o parcheggi davanti alle zone più delicate e belle della costa al posto di spazi verdi”.
Il circolo prosegue: “Il generoso credito della Regione alimenta un cantiere infinito di opere scollegate e ridondanti, mentre nei centri storici le serrande chiudono per lasciare il posto a una miriade di supermercati”.
“Più che IM-compiuta la città sembra IM-provvisata”, aggiunge la segreteria del PD.
“E si avvia stancamente alla fine di questo decennio, orfana persino del titolo di ‘città con il miglior clima d’Italia’. Quello meteorologico, sia chiaro…”, conclude.








