Negli ultimi anni la Liguria ha registrato un aumento della popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, passando dal 13,8% del 2024 al 19,7% del 2025, mentre la media nazionale è scesa dal 23,1% al 22,6%.
I dati in questione provengono dagli ultimi rapporti ISTAT sulle condizioni di vita e reddito delle famiglie italiane, basati su indagini campionarie EU-SILC.
Per analizzare più nel dettaglio le specificità locali e delineare un quadro più preciso a livello provinciale, i dati più utili sono quelli contenuti nei report BesT (Benessere equo e sostenibile dei territori) elaborati dall’ISTAT.
È importante sottolineare che, per la redazione di questo articolo, si è scelto di utilizzare in modo combinato le ultime due versioni del report: il Bes 2025, che offre un quadro generale aggiornato della posizione delle province liguri rispetto alla media nazionale, indicando il numero di indicatori in vantaggio o svantaggio per ciascun territorio; e il Bes 2024, che fornisce dati più dettagliati a livello provinciale, come reddito disponibile, distribuzione degli indicatori per dominio e valori percentuali di benessere. Sebbene si tratti di dati storici, risultano comunque utili per descrivere in modo concreto la situazione locale.
Questa combinazione permette di presentare sia l’aggiornamento più recente sia un’analisi più dettagliata della realtà provinciale, usando gli ultimi dati disponibili.
La provincia di Imperia
La provincia di Imperia mostra un profilo di benessere più fragile rispetto alle altre province liguri.
Il reddito disponibile equivalente pro capite nel 2024 è stimato a 15.800 euro, notevolmente al di sotto della media regionale (19.900 euro) e inferiore ai 19.800 euro della provincia di Genova.
Circa il 51% degli indicatori provinciali si colloca nelle classi di benessere bassa o medio-bassa, il 28% in classe media e solo il 21% nelle classi alta o medio-alta, confermando una vulnerabilità strutturale significativa.
L’analisi degli indicatori Bes 2024 mostra come le principali criticità dell’imperiese si concentrino soprattutto negli ambiti economici e occupazionali. Gli indicatori relativi al benessere economico, che comprendono redditi, condizioni pensionistiche e capacità delle famiglie di sostenere spese e consumi, evidenziano in più casi valori inferiori rispetto alla media regionale e nazionale.
Un quadro simile emerge anche nel dominio del lavoro e della conciliazione dei tempi di vita, dove alcuni indicatori segnalano una maggiore fragilità del mercato del lavoro locale, legata sia alla qualità dell’occupazione sia alla continuità delle giornate lavorate.
Difficoltà si riscontrano inoltre nella qualità dei servizi, in particolare per quanto riguarda alcuni aspetti dell’offerta pubblica e dell’accessibilità territoriale, mentre nel campo dell’istruzione e della formazione la provincia mostra valori più bassi rispetto ad altre realtà liguri per diversi indicatori legati alla partecipazione ai percorsi formativi e ai livelli di istruzione.
Il quadro risulta più equilibrato nei domini della salute e della vita sociale e culturale, dove gli indicatori mostrano situazioni più vicine alla media nazionale, pur con alcune differenze tra territori costieri ed entroterra.
Nel complesso, l’insieme degli indicatori restituisce un profilo in cui le fragilità economiche e occupazionali rappresentano i principali fattori che incidono sulla qualità della vita della popolazione.
Confronto con le altre province liguri
Secondo i dati Bes 2025 il confronto con le altre province della Liguria evidenzia differenze significative nella distribuzione degli indicatori di benessere.
Nella città metropolitana di Genova circa il 59,4% degli indicatori si colloca nelle classi di benessere alta o medio-alta, mentre solo il 15,7% rientra nelle classi più basse. L’area del capoluogo risulta dunque quella con il livello di benessere complessivamente più elevato della regione.
Situazioni intermedie si osservano nelle province di Savona e La Spezia. Nel savonese gli indicatori nelle classi alta o medio-alta rappresentano circa il 45,3% del totale, mentre quelli nelle classi bassa o medio-bassa si attestano al 23,5%. A La Spezia la distribuzione è simile: il 43,8% degli indicatori si colloca nelle classi superiori e il 25% in quelle inferiori.
La provincia di Imperia, invece, presenta il quadro più fragile: circa la metà degli indicatori rientra nelle classi di benessere bassa o medio-bassa, una quota nettamente più alta rispetto alle altre province liguri.
Il confronto territoriale evidenzia quindi una struttura regionale piuttosto differenziata: mentre Genova mostra livelli di benessere mediamente più elevati, Savona e La Spezia si collocano su posizioni intermedie, e Imperia appare la provincia in cui si concentrano con maggiore frequenza indicatori di benessere inferiori alla media.




