vallebona

Nel 2026 l’Ape compie 80 anni. Un traguardo che non riguarda soltanto uno dei veicoli più riconoscibili e longevi del panorama italiano, ma una parte significativa della storia economica e sociale del Paese. Sempre quest’anno l’Ape Club d’Italia celebra i suoi primi vent’anni di attività, segnando una doppia ricorrenza che accompagnerà l’intero calendario 2026-2027 con un palinsesto di appuntamenti distribuiti sul territorio nazionale.

Il momento centrale di questo percorso sarà EuroApe 2026, in programma il 18 e 19 aprile a Vallebona, nel cuore della Riviera dei Fiori. L’evento, occasione annuale di incontro fra gli apisti europei, rappresenta oggi la tappa principale del programma celebrativo dedicato agli ottant’anni della tre ruote Piaggio e ai vent’anni dell’associazione che, nel mondo, ne custodisce la storia e ne promuove la cultura.

La scelta di Vallebona, piccolo borgo dell’entroterra ligure tra uliveti e scorci panoramici in provincia di Imperia, risponde a una logica precisa: riportare l’Ape in un contesto che ne richiami l’identità originaria, fatta di lavoro quotidiano, relazioni di prossimità e forte legame con il territorio. Il programma ufficiale si concentrerà nel fine settimana, preceduto il venerdì dall’arrivo e dai primi momenti di incontro informale tra club italiani ed europei nelle vie del borgo.

Sabato 18 aprile l’Ape Village diventerà il fulcro dell’evento, con l’assemblea generale, la conferenza stampa e il vernissage della mostra celebrativa “20 anni di Ape Club d’Italia”. Nel pomeriggio Vallebona si trasformerà in un percorso diffuso tra degustazioni, show cooking, visite guidate e laboratori dedicati ai prodotti liguri.

Le attività di sabato saranno aperte gratuitamente al pubblico per l’intera giornata, con navette gratuite da Bordighera per favorire la partecipazione di residenti e visitatori. Una scelta condivisa con le istituzioni locali per rendere l’anniversario un momento collettivo e accessibile, non limitato ai soli appassionati. La cena sociale e le premiazioni serali resteranno invece riservate agli Apisti, partecipanti iscritti all’Ape Club.

Domenica 19 aprile sarà il momento della ApeParade, una sfilata in corteo che attraverserà il territorio destinazione Seborga come uno sciame colorato di tre ruote. Modelli di epoche diverse formeranno un serpentone in movimento tra curve strette e panorami affacciati sul mare, offrendo un colpo d’occhio che unisce valore simbolico e spettacolarità: non una semplice passerella, ma una rappresentazione dinamica di ottant’anni di storia che si muove dentro un paesaggio che sembra disegnato per l’Ape.

“Vallebona rappresenta il cuore delle celebrazioni”, afferma Jean Claude Aiazzi, presidente dell’Ape Club d’Italia, “qui celebriamo gli 80 anni dell’Ape nel modo più coerente possibile: dentro un territorio autentico, tra arte a lei dedicata e persone che la vivono e la custodiscono. È una storia che nasce nel 1946 ma che continua a evolversi e il nostro compito è tenerla viva, guardando al futuro”.

Fondato nel 2006, l’Ape Club d’Italia è oggi l’unica realtà organizzata dedicata alla tre ruote Piaggio: oltre alla dimensione associativa tradizionale, rappresenta una community online attiva e strutturata, capace di connettere apisti, curiosi, club e collezionisti in Italia e all’estero. Con una vocazione sempre più internazionale, il Club promuove raduni, iniziative culturali e progetti che contribuiscono a mantenere viva la memoria industriale dell’Ape e a valorizzarne l’attualità.

Il riferimento al 1946 non è dunque casuale. Ottant’anni fa l’Ape veniva presentata per la prima volta al pubblico italiano.
Per questo le celebrazioni proseguiranno il 22 e 23 novembre a Milano, città del debutto ufficiale, in un appuntamento dedicato alla memoria storica e al racconto dell’evoluzione del modello: un passaggio che collega le origini alla prospettiva futura.
Dalla ricostruzione del dopoguerra alla contemporaneità, l’Ape ha attraversato generazioni, trasformandosi da mezzo di lavoro essenziale a oggetto identitario e culturale. EuroApe 2026, con il suo epicentro a Vallebona, ne rappresenta la sintesi: radici territoriali, dimensione europea e una comunità che continua a riconoscersi nel suono inconfondibile della tre ruote.