serena calcopietro - comune ventimiglia

Far sfoggio, dimostrare di conoscere le lingue straniere, soprattutto l’inglese forse anche per essere più autorevoli degli avversari, non sempre porta fortuna. Anzi. È quello che si mormora da stamane a Ventimiglia a riguardo del “caso Serena Calcopietro“, o meglio della “gaffe”, della cantonata, della scorrettezza dell’assessore al Turismo, alla Cultura, allo Sport ed altre, troppe deleghe e poltrone importanti affidatele in buona fede dal sindaco della città di confine italo-francese Flavio Di Muro, braccio destro del parlamentare genovese e vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, del governo Meloni, Edoardo Rixi (Lega).

A Ventimiglia si mormora che Calcopietro politicamente e amministrativamente, per le sue dichiarazioni velenose, in inglese e in italiano, “ci meritiamo una giustizia di merda e magistrati di sinistra corrotti” per la vittoria referendaria dei “No” della sinistra, avrebbe non le ore, ma i minuti contati. Esagerato? Forse.

Di certo c’è che il sindaco Di Muro ha convocato per oggi pomeriggio alle 17.30 a palazzo comunale l’assessore pluridecorata Serena Calcopietro. I bene informati (?) giurano che il primo cittadino in sintesi le direbbe “dimettiti, l’hai fatta troppo grossa, se no lo devo fare io”. C’è anche una minoranza che sussurra che le dimissioni potrebbero durare solo un periodo non troppo lungo di tempo, poi Serena, miss bilingue che ha chiesto pubblicamente scusa e perdono, potrebbe tornare in giunta. L’opposizione però vuole un segnale forte, immediato.

Non è casuale che il sindaco abbia anche convocato per le 20 di stasera una riunione di maggioranza proprio per decidere sul da farsi. Insomma non perdere tempo. I soliti bene informati giurano che chi pretende le dimissioni sarebbero più numerosi. Nei partiti e tra i rappresentanti di centro destra, a partire dal senatore Gianni Berrino (FdI), anche se si cerca di capire, venire incontro, proteggere in qualche modo Calcopietro, si respira un certo disagio.

Gabriele Amarella, segretario Forza Italia, come tanti altri, in sintesi ha dichiarato che quello che “decidono le urne, le votazioni, devono essere rispettate. Sempre”. Idem Simone Bertolucci (Lega).

Fa invece rumore il lungo silenzio del segretario del partito di Meloni, Ino Isnardi, politico e pubblico amministratore di lungo corso. Cosa bolle in pentola? Isnardi sta facendo suo il celebre proverbio “un bel tacer non fu mai scritto”?