Con l’avvicinarsi della primavera, il settore floricolo del Ponente ligure entra in una delle fasi più intense dell’anno.
In questo periodo di transizione stagionale, un evento come “Sanremo in Fiore” rappresenta un’importante vetrina internazionale per il comparto, soprattutto per quelle realtà locali che fondano una parte, più o meno rilevante, del proprio giro d’affari sui mercati esteri.
Resta però differente l’impatto diretto che l’evento esercita sulle singole aziende.
“È una manifestazione molto importante, che serve molto a livello turistico”, dice il produttore Sergio Viglietti, titolare dell’omonima azienda sanremese, che si occupa di esportazione e coltivazione di fiori. “Ma che, seppur in modo limitato, traina anche i nostri fiori verso altri clienti, soprattutto italiani. Noi principalmente esportiamo verso Paesi di lingua tedesca come Austria, Germania e Svizzera, dove questa realtà è meno conosciuta, ma piano piano se ne parla sempre di più. Facciamo sempre un po’ di pubblicità verso i nostri clienti quando ci sono queste manifestazioni, con la speranza di farli venire a vedere e a curiosare durante la settimana, perché è molto interessante anche dal punto di vista lavorativo, tra vetrine in fiore e novità”.
Vi è poi chi non si limita ad assistere, ma partecipa direttamente allo spettacolo. È il caso dell’azienda di Domenico Gagliardi, coinvolta nella realizzazione del carro di Riva Ligure.
“Siamo ormai alle battute finali”, afferma Gagliardi. “Manca poco all’uscita dei carri. Lavoriamo da più di due mesi a questo progetto, che è un grande impegno ma anche un momento di soddisfazione”.
Una parte centrale del lavoro riguarda la scelta delle materie prime, con un’attenzione particolare al territorio. “Cerchiamo di valorizzare il più possibile il prodotto locale”, continua Gagliardi, “prendendo fiori dai produttori della zona”.
Accanto alla produzione, resta fondamentale l’andamento del mercato e l’evoluzione dei gusti, che negli anni subiscono inevitabilmente dei cambiamenti.
“Ci sono cambiamenti ogni anno”, sottolinea Viglietti, “soprattutto nei colori. Nel ranuncolo, ad esempio, da un paio d’anni è molto richiesto il rosa in tutte le sue tonalità. Alcuni colori come l’arancio e il giallo restano costanti, ma si notano nuove tendenze nelle composizioni. Noi siamo riusciti negli anni a mantenere una vendita importante di garofani, anche con varietà sviluppate da noi e poi diffuse a livello internazionale. Da questo punto di vista restiamo un riferimento per i nostri clienti. Garofani che, peraltro, forniamo per la mostra di Palazzo Nota, garofani di cinque nuove varietà, ibridati da Flavio Sapia. Tutto questo insieme al ranuncolo, che oggi è probabilmente il fiore più importante per il mercato locale”.
Le interviste a Viglietti e Gagliardi nel video servizio a inizio articolo.







