Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota stampa del presidente della Fondazione Chiappori di Ventimiglia, Antonio Federico.
“In merito al video pubblicato nelle scorse ore sui social dal Consigliere di amministrazione in scadenza Domenico Martinetto, ritengo opportuno fare alcune precisazioni, giusto per riportare la discussione dal piano della narrazione a quello dei fatti reali.
Le critiche rivolte appaiono, infatti, piuttosto pretestuose e basate su una ricostruzione decisamente molto parziale della vicenda. Non corrisponde al vero, ad esempio, l’affermazione secondo cui le sue dimissioni da presidente sarebbero state rassegnate per una semplice valutazione di opportunità: la situazione di incompatibilità era ed è tuttora prevista dalla normativa vigente, nello specifico dal D.Lgs. 39/2013, che disciplina i casi di inconferibilità e incompatibilità negli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e nelle fondazioni di diritto privato a controllo pubblico, come la Fondazione Ernesto Chiappori.
Quanto al ricorso citato dal consigliere, è bene ricordare che il procedimento risulta tuttora pendente e, quindi, a differenza di quanto lasciato intendere, non è stato affatto risolto definitivamente nelle sedi competenti.
Ribadisco, inoltre, di non aver mai negato l’esistenza di una primissima bozza di statuto in cui si parlava di indennità, cosa peraltro prevista in molte realtà analoghe. Si trattava, infatti, dell’iniziale schema predisposto dal nostro consulente. Le osservazioni avanzate riguardavano esclusivamente la necessità di parametrare l’eventuale indennità e di vincolarla al parere obbligatorio del revisore dei conti sulla sostenibilità finanziaria, l’istituzione di un fondo di riserva per la tutela delle casse dell’ente e la possibilità di elargire una mensilità di premio ai dipendenti.
Inoltre nel Consiglio di Amministrazione dell’8 gennaio, al quale Martinetto era assente, è stato poi deciso che le cariche del CdA non avrebbero percepito alcuna indennità, operando quindi pro bono e a titolo gratuito. Tutto questo è puntualmente riportato nei verbali della seduta.
Peraltro, non è mai stata portata in votazione dal sottoscritto alcuna bozza di statuto che prevedesse indennità. A ulteriore conferma, la bozza definitiva da me proposta, e l’unica trasmessa al consulente finanziario per il parere tecnico, ovvero lo studio Guglielmi di Ventimiglia, non prevedeva emolumento alcuno e ribadiva la gratuità, anche questo tutto verificabile.
Visto che si parla anche di presunte ingerenze della politica, da che pulpito vien la predica! Forse vale la pena ricordare che il decreto di nomina dell’allora Consigliere di amministrazione Martinetto, firmato dal sindaco Scullino, lo indicava già come presidente. Una previsione piuttosto curiosa, considerato che lo statuto stabilisce chiaramente che il presidente venga eletto dai membri del CdA come è esattamente avvenuto col sottoscritto, con il voto dello stesso Martinetto, e non indicato dal sindaco.
Infine, un saluto affettuoso alla nonna di Martinetto. Posso assicurare invece che le mie due nonne, pace a loro, sarebbero rimaste piuttosto deluse se il loro nipote avesse deciso di raccontare una versione creativa dei fatti.
Per il resto, nessun problema: se qualcuno riterrà opportuno tirarmi in ballo, la Procura della Repubblica potrà verificare serenamente quanto affermo. Io, nel frattempo, continuo a preferire i fatti e i documenti alle sceneggiature.
Concludo qui questa che, per quanto mi riguarda, sarà l’ultima replica a questa querelle mediatica: un esercizio che probabilmente appaga l’ego del consigliere Martinetto, ma che difficilmente giova alla Fondazione. Non ne beneficia l’immagine e, soprattutto, sottrae tempo ed energie a chi ha ricevuto un incarico per occuparsi della Fondazione e non per partecipare a interminabili scambi sui media”.








