La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha reso noto l’esito del procedimento aperto dalla Procura Federale riguardante una serie di irregolarità riscontrate nel settore dilettantistico e giovanile, con particolare riferimento alle procedure di tesseramento, alle norme sulle incompatibilità, allo svolgimento degli open day e alla tutela dei minori.
L’attività istruttoria ha coinvolto i tesserati Roberto Iannolo, Pietro Delfino, Paolo Pozzoli, Elena Miglio, oltre alle società ASD San Bartolomeo Cervo, Oneglia Calcio SSD e, per profili legati alle incompatibilità, la Sanremese Calcio.
Secondo quanto accertato, Roberto Iannolo avrebbe partecipato agli open day organizzati dal San Bartolomeo Cervo nei primi giorni di luglio 2025, svolgendo attività rilevanti ai fini dell’ordinamento sportivo pur non essendo regolarmente tesserato e senza la comunicazione obbligatoria al settore giovanile e scolastico. Durante tali iniziative avrebbero partecipato anche calciatori già tesserati per altre società, privi dei necessari nulla osta. A Iannolo viene inoltre contestata la spendita indebita del nome “Monaco United”, utilizzato per promuovere un presunto progetto internazionale non riconducibile alla società ligure.
Pietro Delfino, tesserato per la Sanremese nella stagione 2024-2025, avrebbe invece svolto attività di collaborazione in favore di Oneglia Calcio e successivamente del San Bartolomeo Cervo, in violazione delle norme sulle incompatibilità. Anche lui avrebbe preso parte alla promozione del progetto collegato alla denominazione “Monaco United”.
Responsabilità per omesso controllo sono inoltre state attribuite a Paolo Pozzoli, presidente di Oneglia Calcio, ed Elena Miglio, presidente del San Bartolomeo Cervo, ai quali viene contestato di non aver impedito lo svolgimento delle attività irregolari e degli open day non conformi ai regolamenti federali.
“Credo che, senza entrare nel merito dei tempi della squalifica inflitta, sia evidente che essa certifica tutto ciò che è stato fatto dal Cervo Calcio e da Roberto Iannolo in primis. È la risposta più importante che si possa dare per far aprire definitivamente gli occhi a tutte quelle famiglie, e soprattutto a tutti i ragazzi e le ragazze, che sono stati presi in giro e illusi da un’operazione portata avanti da persone che con il calcio vero e sano non hanno nulla a che fare”, commenta Marco Simone, fondatore e presidente del Monaco Utd.
Il procedimento si è concluso con un accordo di patteggiamento che ha portato all’applicazione delle seguenti sanzioni: 2 mesi di squalifica a Roberto Iannolo, 45 giorni di squalifica a Pietro Delfino, 30 giorni di inibizione a Paolo Pozzoli, 2 mesi di inibizione a Elena Miglio, 300 euro di ammenda all’ASD San Bartolomeo Cervo e 150 euro di ammenda alla Oneglia Calcio SSD.







