A Sanremo, nel pieno del 76° Festival della Canzone Italiana, Riviera Time ha incontrato il musicista e creator Pietro Morello, musicista e creator tra i più seguiti della nuova generazione, per raccogliere le sue impressioni sull’edizione in corso.
Il suo giudizio è senza filtri: “Non è il mio Festival preferito degli ultimi anni, ma purtroppo e per fortuna Sanremo si basa sull’audience. Vedendo quanta gente c’è e quanto il pubblico è caldo, direi che non sono nessuno per dire che non sta andando bene. Mi è piaciuta la prima puntata comunque, Levante ha spaccato”.
Riflettendo sulla scorsa edizione, Morello ricorda un artista che lo aveva colpito per originalità e ricerca musicale: “L’anno scorso vedere un Lucio Corsi così nuovo, così innovativo soprattutto per il panorama musicale italiano, ha accarezzato molto le orecchie”.
Un riferimento che, per Morello, rappresenta un segnale della capacità del Festival di dare spazio a proposte fuori dagli schemi: “Vedere qualcun altro che, grazie al Festival, riesca ad avere un lancio con quel tipo di musica e quella cultura dell’aspetto musicale sarebbe molto bello”.
Alla domanda se si vedrebbe mai sul palco dell’Ariston, la risposta è immediata: “Assolutamente no. Non sono la persona adatta. Non ho le competenze, non ho le capacità. Non è il mio mondo e quindi sarei fuori luogo”.
Morello, oltre che musicista e creator, racconta anche dei suoi progetti futuri, che proseguono lontano dai palchi: “Io adesso continuerò con i documentari come se non ci fosse un domani e mi sono innamorato di questo tipo di divulgazione”.







