Nel pomeriggio di oggi la giunta comunale di Pompeiana adotterà una delibera per esprimere una posizione netta e contraria alla nuova classificazione dei comuni montani prevista dalla legge 131 del 12 settembre 2025. Una scelta che, secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Lanteri, penalizza fortemente il comune sotto il profilo economico e istituzionale.
La nuova classificazione dei comuni montani, promossa dal ministro Roberto Calderoli, ha recentemente subito una revisione in sede di Conferenza Stato-Regioni, con l’abbassamento delle soglie altimetriche e il conseguente ampliamento del numero dei comuni riconosciuti come montani.
In Liguria il totale salirebbe a circa 140 amministrazioni. La Regione, come spiegato dall’assessore all’Entroterra Alessandro Piana, sta lavorando su ulteriori correttivi per reinserire i comuni rimasti esclusi, ma il provvedimento continua a sollevare critiche da parte di diversi sindaci dell’entroterra.
“L’esclusione dalla categoria dei comuni montani comporta conseguenze dirette sul piano economico-finanziario”, dice il primo cittadino ai nostri microfoni. “Veniamo estromessi dall’accesso a contributi specifici destinati proprio ai comuni montani, senza che questa scelta tenga conto delle reali caratteristiche del nostro territorio. È stata vissuta come un fulmine a ciel sereno, soprattutto da realtà di piccole dimensioni come Pompeiana. Anziché introdurre strumenti di sostegno, come dovrebbe essere nello spirito del legislatore, questa normativa finisce per penalizzarci in modo evidente”.
Nel corso dell’incontro, Lanteri ha espresso forte perplessità sui criteri adottati, evidenziando come nella lista dei comuni ammessi figurino anche realtà “di mare”.
“I criteri di classificazione presentano evidenti storture, soprattutto a livello provinciale”, sottolinea. “Vedere comuni come Sanremo e Ventimiglia rientrare in questa nuova categoria lascia francamente perplessi. Storicamente i comuni costieri sono sempre stati esclusi dalle comunità montane. Classificare comuni con un’economia prettamente balneare come montani non è logico né razionale. È una scelta che non regge. Si tratta di una revisione dell’assetto delle vecchie comunità montane che appare poco coerente e scarsamente aderente alla realtà territoriale. Sembra un’azione affidata a criteri prevalentemente algoritmici. Non si può prescindere dalle caratteristiche reali del territorio: flora, fauna, tradizioni, specificità ambientali, criticità strutturali. Tutti elementi che definiscono cosa sia davvero un comune montano”.
“Pompeiana è, per sua natura, un comune montano”, continua Lanteri. “Lo è al di là dell’altitudine o dei parametri tecnici utilizzati. Lo dimostrano la morfologia, la vegetazione, le attività zootecniche, le transumanze, le zone speciali di conservazione, la fauna e la flora tipiche. Escluderla significa renderla, di fatto, un comune inclassificabile”.
Lanteri annuncia infine l’intenzione di attivarsi con ogni strumento disponibile – in linea con quanto dichiarato oggi da Anci Liguria – coordinandosi con gli altri comuni nelle medesime condizioni, anche al di fuori della provincia di Imperia.
“Non agiremo in ordine sparso. Ci stiamo coordinando con altri comuni che hanno subito lo stesso trattamento, come ad esempio Quiliano, al di là delle appartenenze politiche. Percorreremo tutte le strade possibili, comprese quelle giuridiche e legali, per contrastare quella che riteniamo una palese ingiustizia”, conclude.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista integrale a Lanteri.







