Riceviamo e pubblichiamo il comunitato stampa da parte del consigliere comunale Luciano Zarbano (Imperia senza Padroni):
“Nell’ultimo Consiglio Comunale la maggioranza ha deciso di accorpare due pratiche che non hanno alcun legame tra loro: IRPEF e IMU. Cambiano i nomi delle imposte, ma il risultato è identico: le tasse restano al livello massimo e a pagarle sono, ancora una volta, i cittadini di Imperia.
La scelta sembra essere stata presa già prima della seduta, e la ragione dell’unione delle due pratiche forse risiede nella volontà di chiudere la questione in fretta. E resta difficile capire perché si mantengano le aliquote al massimo, visto che il Comune è ormai uscito dal predissesto. L’obbligo di tenere le tasse al massimo riguarda infatti solo i Comuni in difficoltà finanziaria, non chi ha già superato quella fase.
Nel dettaglio, il Consiglio ha confermato l’addizionale IRPEF allo 0,8%, il livello più alto possibile. Una tassa che pesa soprattutto su lavoratori dipendenti e pensionati, che già oggi sostengono l’80% del gettito complessivo. Nessuna riduzione per i redditi più bassi, nessuna prospettiva di alleggerimento per gli anni a venire: tutto resta com’è, senza una spiegazione.
Stesso copione per l’IMU: seconde case, negozi, attività artigiane, capannoni…tutto resta al massimo. Il Comune prevede di incassare oltre 14 milioni di euro, ma non fornisce dati chiari su chi paga, su quanto pesino le imposte su famiglie e imprese, né sulle ricadute per commercio e artigianato. In molti Comuni si usano piccole agevolazioni per aiutare negozi, giovani attività e chi vuole investire. A Imperia, invece, non è stato previsto nulla.
Il vero problema è l’assenza di una politica fiscale per la città . Si va avanti per inerzia: si prende l’aliquota più alta e la si riconferma, senza analisi, senza una visione, senza misure per chi è più in difficoltà . Il risultato è uno solo: tasse al massimo e un peso crescente sulle tasche di chi vive e lavora qui.
A tutto questo si aggiunge la scarsa volontà dell’Amministrazione di spiegare le ragioni di scelte così pesanti. Sarebbe stata apprezzabile la stessa capacità comunicativa che si vede quando si tratta di inaugurazioni, tagli di nastri e luminarie. Un dialogo più diretto e trasparente con i cittadini sarebbe indispensabile proprio per le decisioni che generano disagi.
A Imperia, purtroppo, continua a essere scelta la strada piĂą semplice per il Comune e piĂą gravosa per famiglie e attivitĂ economiche“.






