Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato stampa del CImAP, Comitato Imperiese per l’Acqua Pubblica.
“Dopo lâendorsement di Toti, Scajola Ăš riuscito nello straordinario risultato di dividere i rivali sulla strada delle elezioni comunali. Nel capoluogo ponentino ci si avvicina allo scontro elettorale con una giostra di candidature, da destra a sinistra, che darĂ ben presto il via
libera al âtutti contro tuttiâ.
Con la nomina di commissario ad acta dellâAto idrico del presidente della provincia di Imperia, si Ăš completato il âcapolavoroâ, sebbene continui la mortificazione di una classe politica che si Ăš mostrata incapace e inefficiente da anni. Scajola, quasi ne fosse estraneo, nelle vesti commissariali potrĂ occuparsi della gestione dellâacqua con meno âlacci e laccioliâ, un campo libero con pieni poteri per portare in porto la privatizzazione del servizio idrico.
Intanto per provare a dare risposte alla crisi idrica, Ăš avvenuto un confronto tra la Provincia, il Prefetto e Rivieracqua. Si Ăš parlato di condotte colabrodo, disservizi dei cittadini e del potenziamento del lago artificiale del Ferraia, in alta Valle Arroscia, giĂ approvato dal consiglio provinciale e finalizzato al servizio irriguo. La realizzazione di piccoli invasi, ma soprattutto il recupero di fonti e pozzi abbandonati, che dovranno essere ripristinati, non basteranno a fronteggiare unâemergenza ormai strutturale. Le dispersioni dellâacqua immessa nella rete e le continue falle (lâultimo caso Ăš quello che ha provocato ingenti danni a Borgo Marina nel capoluogo) ma soprattutto quelle che affliggono il dianese e Andora, dimostrano quanto siano mancati sistematicamente interventi sugli acquedotti. Se negli ultimi ventâanni fossero stati effettuati gli investimenti necessari, non servirebbero fondi straordinari come quelli del Pnrr per il raddoppio dellâacquedotto del Roja, che la comunitĂ del ponente attende da troppo tempo.
Come ricorda il Forum Italiano dei Movimenti per lâAcqua, allâindomani del tavolo tecnico del Governo per la gestione della risorsa acqua, la relazione annuale ARERA 2020 (lâAutoritĂ di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) dichiara che in media il 43,7% dellâacqua viene dispersa dalle tubature, con picchi oltre il 50% nelle isole e al sud. Ma ancora una volta con valori per la Liguria e il ponente in particolare, con criticitĂ molto rilevanti.
La situazione di emergenza climatica, la siccitĂ e il fenomeno della desertificazione del territorio, potranno essere piĂč facilmente utilizzate con la gestione commissariale, per giustificare misure di razionamento dellâacqua, sospensioni programmate di erogazioni, divieti e limitazioni.
Non Ăš bastato dunque disapplicare il Referendum del 2011, oggi ci troviamo di fronte ad una nuova possibile restrizione di democrazia che sottrarrĂ al territorio anche il controllo della propria acqua, sottoponendo i cittadini a centellinare questa risorsa vitale, pagata come oro ai gestori. Occorrerebbe assumere, come tema fondamentale per il futuro, un piano sistemico di ristrutturazione delle reti, allâinterno di una gestione interamente pubblica che si occupi anche del riassetto idrogeologico e della messa in sicurezza del territorio.
La crisi idrica che stiamo attraversando va affrontata con responsabilitĂ rendendo partecipi delle scelte intraprese i cittadini e le comunitĂ , con la consapevolezza che se impatterĂ sulla popolazione in modo discriminatorio, a maggior ragione, lâacqua dovrĂ restare fuori dalle dinamiche del profitto.
Il sindaco di Imperia, nonchĂ© presidente della provincia e commissario dellâAto idrico chiarisca quali scelte intende intraprendere, alle porte di una primavera ed unâestate che si preannunciano piĂč critiche di quelle passate”.





