castagne

Dalla Gabbiana in Val Bormida alla Brodasca in Val di Vara fino ai piĂč conosciuti marroni: nei boschi liguri sono tornate le castagne, ma il clima poco favorevole mette a rischio la raccolta: “In alcune zone la produzione Ăš calata fino all’80%, – commenta Coldiretti e al problema del clima si aggiunge quello dei cinghiali che spesso, soprattutto nelle aree interne, fanno razzia dei pochi frutti a disposizione. Il castagneto in Liguria costituisce circa il 30% del territorio boschivo regionale e, dopo aver rischiato la scomparsa nelle stagioni passate a causa dell’attacco del cinipide galligeno del castagno sta riprendendo, non senza difficoltĂ , il suo protagonismo. Anche a livello nazionale il raccolto Ăš inferiore rispetto alle attese per effetto della siccitĂ  estiva ma si stima una crescita del 10% rispetto allo scorso anno, con piĂč di 38 milioni di chilogrammi di castagne”.

Stiamo parlando di un frutto ricco di sostanze nutritive, tanto da essere considerato un alimento completo grazie al suo apporto di zuccheri, proteine, vitamine e sali minerali: nella tradizione alimentare ligure viene consumato in tantissimi modi, dalle castagne arrosto a quelle essiccate nei tecci, da quelle cotte in latte e zucchero a quelle lesse, fino ad arrivare ai lavorati come la farina con cui si preparano il tipico castagnaccio, oltre a trofie e tagliatelle da condire con sughi di noci, funghi e con l’intramontabile pesto alla genovese.

“La castagna Ăš alla base dell’alimentazione ligure dell’entroterra fin dai tempi antichi – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa. – È essenziale valorizzare e tutelare il settore per rilanciare le zone montane e recuperare la cultura locale. Il rischio perĂČ, Ăš quello di incappare in castagne provenienti da Turchia, Spagna, Portogallo o Grecia, motivo per cui sono indispensabili piĂč controlli sull’origine del prodotto. Ancora peggiore Ăš la situazione dei trasformati, per i quali non vi Ăš l’obbligo di etichettatura di origine, e per le farine di castagne per cui, non avendo un codice doganale specifico, non Ăš neppure dato a sapersi quante ne vengano importate. Il nostro invito Ăš di scegliere sempre castagne locali, dando un sostegno concreto all’economia del territorio e un forte segnale di attenzione alla tutela dell’ambiente e del paesaggio”. Â