“Studiando lâultima bozza del PNRR, o meglio la sua approssimativa traduzione in italiano visto che, ahimĂš, la versione originale Ăš in inglese, purtroppo si nota come lâauspicato cambio di passo non ci sia stato. Solo 8 sono i miliardi di euro dedicati a cultura e turismo, le altre Nazioni europee si impegnano molto di piĂč, la Spagna supera i 20 miliardi di investimenti, la Germania i 30″. CosĂŹ l’assessore regionale al Turismo Gianni Berrino interviene sulla bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza proposta dal Governo.
“Di questi 8 miliardi – prosegue l’assessore – una parte residuale Ăš solamente turistica: 400 milioni saranno utilizzati per creare un Centro nazionale di formazione per gli operatori, la misura sicuramente puĂČ essere interessante perchĂ© il turismo mondiale cambia rapidamente e lâalta formazione degli operatori Ăš fondamentale. Altre misure, a metĂ tra turismo e cultura, si inseriscono allâinterno di una programmazione pluriennale giĂ stabilita prima del covid, certamente grazie al PNRR si riesce a dotare di risorse progetti altrimenti piĂč sulla carta che reali. Una linea, quella dedicata ai percorsi storici ed al turismo lento, si prefigge di implementare i principali cammini nazionali e alla valorizzazione di ferrovie storiche Ăš sĂŹ importante ma non penso sia decisiva per il rilancio del turismo italiano”.
“Una misura che mi piace, e che trovo molto piĂč significativa, Ăš quella inserita allâinterno della parte cultura prevista per lo sviluppo dei piccoli borghi storici, vero tesoro nazionale, da recuperare e valorizzare – commenta Berrino – Bene quindi i 2 miliardi e quattrocento milioni previsti, occorrerĂ poi meglio comprendere quali criteri saranno alla base della scelta dei borghi, e per il buon esito della stessa auspico un vero coinvolgimento delle Regioni, che nella bozza sembrano invece avere un ruolo marginale”.
La parte piĂč prettamente turistica del piano si riduce a 1,5 miliardi di euro destinati alle imprese per favorire lâinnovazione, la digitalizzazione e il miglioramento della qualitĂ dellâofferta. Ă evidente a tutti che la cifra rappresenti solo una piccola parte delle perdite che le aziende del settore ricettivo (alberghiere ed extralberghiere) hanno subito in questo periodo di pandemia. Inoltre tra le voci che si intende favorire ve ne Ăš una che mi preoccupa e che considero potenzialmente molto negativa. Vi Ăš un punto infatti in cui si enuncia che ‘si intende favorire la riduzione della frammentazione del settore dellâospitalitĂ sostenendo acquisizioni finalizzate a costruire catene alberghiere‘. Sfruttare le difficoltĂ del momento, dovute non allâincapacitĂ gestionale dei nostri albergatori, ma allâimpossibilitĂ per loro di lavorare per un anno, senza alcun concreto sostegno, per favorire i grandi gruppi e gli investitori internazionali Ăš a dir poco disdicevole”, sottolinea Berrino.
“Ricordo inoltre che una delle nostre ricchezze Ăš lâautenticitĂ dellâesperienza che un turista vive da noi. La nostra ricchezza sono gli albergatori che rendono unico il loro hotel. I grandi gruppi omologano lâofferta, una stanza di hotel nella mia Sanremo sarebbe uguale alla stanza di un hotel a Dubai, Ăš questo che si prefigge il governo? Il turismo ha bisogno di maggiori risorse e che il governo supporti i nostri imprenditori, e difenda la nostra autenticitĂ , non incoraggi la svendita delle nostre strutture ai grandi gruppi stranieri”, conclude l’assessore.








