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Tradizionale il bilancio di fine anno. A farlo oggi davanti ai giornalisti è stato il sindaco di Imperia Claudio Scajola.

Tre le emergenze principali che il Comune ha affrontato in questo 2019 e su cui si è focalizzato l’intervento del primo cittadino: “Salvare Imperia dal dissesto finanziario, la raccolta dei rifiuti arrivando a una percentuale del 75% che ci permette di non andare incontro a sanzioni, e la mareggiata dell’ottobre 2018 che ha danneggiato stabilimenti e il molo lungo di Oneglia. Abbiamo trovato i finanziamenti e ora stiamo portando avanti i lavori,” spiega il primo cittadino.

Tanti i progetti per il 2020, progetti volti anche ad attrarre turismo: l’osservatorio meteorologico, l’apertura del planetario, del Teatro Cavour, la riqualificazione totale del parco urbano, rimettere in funzione le fontane e i giochi d’acqua di villa Grock e ovviamente la tanto attesa pista ciclabile.

“Imperia è una città turistica. Da gennaio a ottobre sono state 350 mila le presenze. Dati importanti e che confermano l’attrattiva di Imperia. Dobbiamo lavorare per creare attrazioni turistiche di grande qualità e livello. Dobbiamo dare una ragione per scegliere Imperia. I lavori della pista ciclabile partiranno a gennaio e sarà un vero volano,” commenta Scajola.

Anche il futuro del porto turistico sarà al centro dell’attività amministrativa del 2020.

“Il porto sta uscendo dalle secche. Il Demanio ha incamerato la prima parte del porto, entro la primavera incamererà tutte le opere portuali a margine. Significa che entro l’anno il Comune avrà la concessione pluriennale e potremo ripartire per finire il porto.”

Il prossimo anno si voterà anche per la Regione. Note le tensioni passate tra il governatore Giovanni Toti e il primo cittadino di Imperia. Toti ha però recentemente aperto a Scajola e si potrebbe assistere a un avvicinamento.

“Mi fa piacere quando si tende la mano anche perché non sono mai stato uomo di divisione. Bisogna però valutare chi sono i candidati, cosa propongono e quali sono le loro visioni di sviluppo di una terra che è troppo indietro. Dobbiamo finire il raddoppio ferroviario da Andora a Finale, la statale 28 e fare l’autostrada l’Andora-Carcare-Predosa. Non possiamo permetterci di essere tagliati fuori per una carenza cronica di collegamenti e infrastrutture. Qualcuno ci venga a dire se si impegna su questi temi,” conclude Scajola.

L’intervista integrale è visibile nel video-servizio di Riviera Time.