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È una festa dei lavoratori amara quella che si appresta a vivere la provincia di Imperia. La già complessa situazione occupazionale è stata ancor più messa in difficoltà, come nel resto del Paese, dalla pandemia covid-19.

Calano i lavoratori, cala il turismo, calano le possibilità di sviluppo, aumenta il bisogno di investimenti concreti per ottenere un vero rilancio. Questo, in estrema sintesi, il concetto espresso a Riviera Time, numeri alla mano, da Fulvio Fellegara segretario generale di Cgil Imperia.

“È un 1° maggio difficile – ammette. Per il secondo anno consecutivo abbiamo scelto di non festeggiare in piazza perché il momento richiede ancora prudenza e attenzione. Vale comunque la pena ricordare l’importanza della festa dei lavoratori e ciò che rappresenta”.

I freddi numeri però sul fronte lavoro, come detto, non promettono nulla di buono: “Le sensazioni purtroppo sono confermate dai numeri – dice Fellegara. Nel 2020 ci siamo attestati a 77889 lavoratori, quasi 1700 in meno rispetto all’anno precedente nonostante il blocco dei licenziamenti. Abbiamo perso insomma 1700 posti di lavoro, mancate assunzioni di lavoratori stagionali che segnano il passo su quanto sia complesso il momento.

La provincia ha un 49% di arrivi e un 43% di presenze turistiche in meno – prosegue. La gente non si iscrive nemmeno più ai centri per l’impiego e il tasso di inattività, il più alto in Liguria, è ai massimi storici con il 34%. Il rischio è che, se non si mettono in campo azioni concrete, quando arriverà la fine del blocco dei licenziamenti le cose peggiorino ulteriormente. Vanno dunque colte le opportunità in arrivo, recovery fund su tutte”.

L’intervista completa a Fellegara nel videoservizio di Riviera Time.

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