Una segnalazione formale, una visita specialistica annullata, un trasporto sanitario negato e l’intervento dell’amministratore di sostegno. È la complessa vicenda che coinvolge la signora Rosa Bianca Clerici, invalida e non deambulante, ospite della RSA “Le Palme” di Arma di Taggia.
La figlia, Antonella Rossi, denuncia una serie di decisioni “unilaterali e prive di motivazione” da parte del Distretto competente, decisioni che avrebbero portato alla cancellazione di una visita ginecologica programmata da mesi e ritenuta necessaria per affrontare i ricorrenti problemi urinari della paziente.
Nella sua segnalazione, Rossi ricostruisce la vicenda: “La signora Clerici soffre da tempo di ricorrenti infezioni delle vie urinarie, e per questo è già stata ricoverata in ospedale a Sanremo la scorsa primavera. A tal fine, sin dal mese di settembre 2025, era stata programmata una visita ginecologica propedeutica all’inserimento di un anello pessario, fissata per lunedì 2 febbraio 2026 presso il Palasalute di Imperia”.
Il trasporto in ambulanza, ritenuto necessario in ragione delle condizioni cliniche della paziente, era stato regolarmente prenotato dalla struttura. Poi, il cambio improvviso: “Con grande sorpresa e sconcerto è stato comunicato che la dott.ssa Garibotto non ha autorizzato il trasporto in ambulanza”, spiega Rossi.
La figlia racconta di aver protestato formalmente e, parallelamente, di aver autorizzato la struttura a prenotare comunque un’ambulanza privata a proprie spese. Ma qui arriva il punto più controverso: “Scopro che, con un ordine arbitrario, il distretto gestito da Garibotto ha di fatto proceduto arbitrariamente e senza consultare il direttore sanitario, dott. Bonello, all’annullamento della visita programmata da mesi, pregiudicando un intervento che avrebbe potuto alleviare il disagio che affligge mia madre”.
Secondo quanto riferisce Rossi, alle richieste di chiarimenti sarebbe seguita una risposta “vaga”: “La suddetta professionista ha affermato che la decisione sarebbe ‘in linea con la normativa vigente’, senza però fornire alcun riferimento normativo né motivazioni cliniche documentate”, dichiara Rossi.
“È stato affermato”, aggiunge, “che la visita doveva essere effettuata all’interno della struttura, che però non è attrezzata per visite ginecologiche né per procedure come l’inserimento dell’anello pessario”.
Informata dalla figlia, è intervenuta anche l’amministratore di sostegno della signora Clerici, avv. Amoretti, che nella sua comunicazione all’Asl1, osserva: “In seguito al rifiuto del trasporto in ambulanza (trasporto negato, ma che avrebbe comunque potuto essere effettuato a pagamento dalla figlia o dall’ads stesso) è stata annullata la visita ginecologica prenotata, con conseguente rinvio dell’eventuale intervento”.
Amoretti ricorda inoltre che la paziente “soffre di problemi urinari per cui era già stata ricoverata” e definisce “ingiustificato l’annullamento”, dato che “era possibile il trasporto della signora Clerici”.
“Qualora la signora Clerici dovesse avere a soffrire a seguito dell’annullamento di una visita di cui, mi dicono, era in attesa dal mese di settembre 2025, vi riterrò responsabili”, conclude la comunicazione.
Al momento si attendono risposte dagli organismi coinvolti.








