La capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Imperia, Loredana Modaffari, ha depositato una mozione che sarà discussa in aula e che chiede alla giunta di esprimere una posizione ufficiale contro l’emendamento approvato dalla Commissione Giustizia del Senato in merito al disegno di legge n. 1715 sulla violenza sessuale.
La mozione ripercorre l’iter del provvedimento, ricordando che il Ddl presentato alla Camera il 19 novembre 2025 aveva introdotto due novità fondamentali all’art. 609 bis del Codice penale: il riconoscimento della condotta di chi compie atti sessuali “senza il consenso libero e attuale” e l’estensione dell’ipotesi di induzione all’abuso di condizioni di “vulnerabilità”.
Secondo il testo depositato, “essendo stato trovato un immediato accordo politico tra la minoranza proponente e la maggioranza, analogo a quello che ha portato all’approvazione bipartisan della legge sul femminicidio, il testo del così detto ‘Decreto stupri’ è stato approvato alla Camera in prima lettura con voto unanime”. L’intesa prevedeva un’approvazione rapida anche in Senato, in occasione del 25 novembre, ma il percorso si è poi arenato.
Il punto di frattura è l’emendamento presentato dalla presidente della Commissione, Giulia Bongiorno, nella seduta del 22 gennaio 2026, che ridefinisce lo stupro come atto sessuale compiuto “contro la volontà di una persona”, sostituendo la formula “senza il consenso libero e attuale”. La mozione evidenzia come la “volontà contraria” venga considerata sussistente anche in caso di sorpresa o impossibilità a esprimersi, ma senza menzionare il dissenso che, secondo la giurisprudenza, può essere manifestato in qualsiasi momento.
Per Modaffari, questa modifica “compromette totalmente la proposta di legge sul consenso”, che recepiva la Convenzione di Istanbul, secondo cui “il consenso deve essere dato volontariamente, quale libera manifestazione della volontà della persona”. Il testo approvato al Senato, aggiunge, “non si sviluppa attorno al concetto di consenso ma attorno al dissenso e alla contrarietà della volontà”, ribaltando lo spirito dell’accordo politico iniziale.
La mozione sottolinea inoltre che “l’emendamento, cambiando il riferimento normativo per cui sparisce il riferimento a un dissenso manifestabile in qualsiasi momento, mette in discussione anche l’univoca interpretazione giurisprudenziale” e introduce una valutazione della “volontà contraria” basata sul contesto, elemento definito “un ulteriore vantaggio per l’aggressore”.
Nel documento si legge: “La formulazione del testo emendato tutela palesemente l’aggressore aumentando il rischio di vittimizzazione secondaria delle donne all’interno delle aule di Tribunale”. E ancora: “Passando dalla necessità di esprimere la volontà di compiere l’atto alla necessità di esprimere la volontà di non compierlo, si nega la libertà femminile di scegliere liberamente ed incondizionatamente”.
La capogruppo del PD richiama anche i rischi culturali collegati alla nuova definizione: “Solo il ripristino del concetto di ‘consenso libero’ come limite e come scelta libera e incondizionata può tutelare le vittime scalzando l’idea che esista una sorta di violenza gradita alla vittima, la cosiddetta vis grata puellae, frutto di una cultura patriarcale e maschilista”.
Nel testo viene ribadito un principio considerato fondamentale: “Contro la violenza serve una lotta condivisa che porti a un definitivo cambio di prospettiva, non solo giuridico ma soprattutto culturale, in grado di incardinare un concetto basilare: senza consenso è stupro”.
La mozione si chiude con tre richieste rivolte alla Giunta:
- “esprimere direttamente e nelle sedi istituzionali opportune la contrarietà all’emendamento alla Legge n°1715/25”;
- organizzare iniziative di informazione e sensibilizzazione “sull’importanza del rispetto della volontà delle donne e dei loro corpi”;
- promuovere, insieme alle scuole superiori del territorio, “incontri e corsi di educazione affettiva e sessuale”, con l’obiettivo di diffondere tra le nuove generazioni la cultura del consenso.
La discussione è ora attesa nella seduta mattutina del consiglio comunale convocato per il 12 febbraio.








