vallecrosia al mare comitato sì referendum

La campagna per il referendum consultivo sulla nuova denominazione del comune di Vallecrosia è entrata nella sua fase calda questa mattina, quando sul lungomare cittadino è stato ufficialmente costituito il comitato per il “sì” alla proposta di modifica del nome in “Vallecrosia al Mare”.

Composto da 60 persone tra cittadini, rappresentanti di associazioni di categoria, parroci e commercianti, il comitato nasce con l’obiettivo di promuovere le ragioni della proposta e organizzare le iniziative in vista della consultazione.

Durante l’incontro sono state illustrate le motivazioni alla base della nuova denominazione, gli obiettivi del gruppo e le attività previste nelle prossime settimane. Una ragione che, come spiegato dai promotori, non ha una funzione estetica ma pratica, in quanto il cambio di nome del comune agevolerebbe sul medio-lungo periodo gli investimenti sulla cittadina, in particolare dal punto di vista turistico.

“Siamo qui oggi per lanciare questa campagna per ‘Vallecrosia al Mare’, in vista del referendum che mette nelle mani dei cittadini una scelta importante”, spiega il presidente del comitato, Alessio Benedetto. “Il comitato è composto da 60 persone, ma è destinato a crescere, perché nasce con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per accogliere confronti, richieste e punti di vista e sviluppare un progetto comune per la città. Questa è solo la prima di una serie di azioni”.

Come detto, il tema centrale portato avanti dal comitato è il posizionamento esterno della città.

“Chi non conosce Vallecrosia”, continua Benedetto, “deve poter identificare subito, anche online, una città di mare. È un primo passo per collocarla in maniera intuitiva nella mente delle persone, soprattutto di chi ancora non la conosce. Non è un’operazione da guardare dall’interno, ma da fuori. Non si cancella nulla: innovazione e tradizione devono procedere insieme. Più si cresce, più è facile valorizzare ciò che c’era prima”.

Il referendum si terrà il 22 e 23 marzo, in concomitanza con quello sulla riforma della Giustizia.

Il sindaco Fabio Perri, promotore dell’iniziativa assieme alla giunta comunale, presente all’appuntamento, dichiara: “La proposta è partita dall’amministrazione, ma ciò che mi entusiasma è la nascita spontanea di un comitato per il ‘sì’ che rappresenta tutte le realtà cittadine: pensionati, giovani, commercianti, associazioni”.

“È un referendum accorpato che non comporterà costi per il Comune né il cambio dei documenti”, dice il primo cittadino scendendo nei dettagli sul funzionamento dell’appuntamento elettorale. “Si tratta di aggiungere una specificazione al nome per portare avanti un messaggio di visione futura, riqualificazione, sviluppo ed economia. Non vogliamo cancellare il centro storico o l’entroterra: con questo nuovo nome potranno beneficiarne tutti. L’obiettivo è portare turismo, economia ed entusiasmo e dare un’immagine di qualità e sviluppo. L’iniziativa ha avuto risalto nazionale: siamo stati citati su televisioni e radio, e questo interesse dimostra che dall’esterno l’idea è piaciuta. Abbiamo ricevuto il benestare di Regione Liguria e del Ministero competente. Non è un vero cambio di nome, ma l’aggiunta di ‘al Mare’, come accaduto a Montecatini diventata Montecatini Terme. Anche per noi il mare rappresenta un elemento distintivo, capace di generare economia e indotto e di far conoscere la città non solo a livello provinciale o ligure, ma su scala nazionale”.