La seduta del Consiglio comunale di Imperia, convocata giovedì 12 febbraio, si è aperta con le comunicazioni del sindaco Claudio Scajola, che ha espresso un pensiero di vicinanza alla famiglia Capone per la scomparsa del giovane Gabriele, parlando di una tragedia “con tanti risvolti particolari”.

Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato il Programma triennale degli acquisti di forniture e servizi 2026-2028, primo aggiornamento al piano approvato nel dicembre 2025, e illustrato dall’assessore Gianmarco Oneglio.

Dai banchi della minoranza sono arrivate diverse richieste di chiarimento.

Daniela Bozzano ha chiesto a cosa si riferiscano i 213 mila euro stanziati per le forniture legate alla polizia locale, sottolineando di non aver ricevuto risposta in commissione, mentre Luciano Zarbano ha sollevato dubbi sul metodo di inserimento delle voci nel piano.

“Non è indicata la provenienza delle risorse né l’impatto finanziario.” dice il consigliere di minoranza “Le scelte non sono motivate, ma solo inserite” ha affermato.

Anche Ivan Bracco(PD)ha chiesto chiarimenti, soffermandosi in particolare sulla videosorveglianza.

“Sui 589 mila euro per le telecamere vorremmo capire come saranno ripartiti in termini di sicurezza. C’è il rischio di un controllo generalizzato in una città piccola come Imperia” ha detto, sollevando inoltre il tema degli autovelox.

Nella risposta, Oneglio ha chiarito che il rinnovo del servizio autovelox è necessario a causa della scadenza dell’affidamento in essere.

Il dibattito poi si è acceso esponenzialmente con l’intervento di Bracco, che annunciando il voto contrario ha contestato la legittimità degli autovelox.

“Portare avanti questa politica di incassare senza rispettare le regole non è il massimo per una pubblica amministrazione.” dice “Si rischia di trasmettere ai cittadini l’idea che la legge sia solo un ostacolo”.

A seguito di queste dichiarazioni, il sindaco Claudio Scajola ha annunciato l’intenzione di sporgere denuncia e ha chiesto la sospensione della seduta per verificare le parole pronunciate, definendo inaccettabile accusare l’amministrazione di muoversi nell’illegalità.

Durante un lungo intervento, la maggioranza ha difeso l’operato del Comune, sostenendo che l’utilizzo degli autovelox avviene nel rispetto delle normative nazionali e che si tratta di strumenti di tutela e sicurezza per gli utenti della strada.

Nel suo intervento successivo, Bracco ha respinto le accuse.

“Ritengo di aver fatto il mio dovere di consigliere comunale.” dice il consigliere del Partito Democratico “Ho portato all’attenzione dei cittadini una situazione grave: stiamo rinnovando un contratto per autovelox che, secondo sentenze di giudici di pace e della Cassazione, sarebbero privi di omologazione. Le direttive ministeriali non sono leggi”.

Al rientro in aula, Scajola ha ribadito che le sanzioni colpiscono chi ha trasgredito il Codice della Strada.

“Non si può dire che il Comune metta le mani nelle tasche dei cittadini. Le sanzioni riguardano persone che hanno violato le regole” ha affermato, difendendo l’azione dell’amministrazione e dichiarando di voler tutelare l’onore della città di Imperia, dei suoi amministratori e dei dipendenti comunali.”

Su quest’ultimo punto Scajola fa riferimento anche alle parole pronunciate dal professore universitario Rocco Sciarrone nei giorni scorsi in alcuni appuntamenti in provincia riguardo al radicamento sul territorio della ‘Ndrangheta.

In chiusura, Lucio Sardi(AVS) ha invitato a riportare il confronto entro i confini istituzionali, per poi incalzare il sindaco duramente su queto punto.

“Non serve fare il VAR di questa seduta né minacciare querele. Bisognerebbe discutere nel rispetto delle regole del Consiglio comunale, senza attaccare persone non presenti. Negare il fenomeno mafioso è la maniera più stupida per affrontare la questione”.