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Il SIB FIPE Confcommercio, Sindacato Italiano Balneari, accoglie con preoccupazione il bando pubblicato dal Comune di Taggia per l’assegnazione delle dodici concessioni demaniali marittime.

Pur riconoscendo la necessitĂ  di conformarsi al quadro normativo vigente, il sindacato ritiene che “la procedura, cosĂŹ come strutturata, presenti criticitĂ  serie che rischiano di penalizzare gli operatori storici del litorale e di compromettere la tenuta occupazionale ed economica del settore”.

“La criticitĂ  piĂč rilevante”, commenta SIB, “riguarda l’impianto stesso del sistema di valutazione. Il bando assegna fino a 8 punti a chi si impegna a ridurre di oltre il 50% le superfici occupate dai manufatti rispetto all’ultima licenza. Questo meccanismo penalizza direttamente chi negli anni ha investito per migliorare e ampliare i propri servizi: piĂč si Ăš investito, piĂč si parte svantaggiati. A ciĂČ si aggiunge il criterio che premia le attrezzature di nuova produzione (dal 2025 in poi), che impone di fatto la sostituzione integrale di lettini, ombrelloni e cabine”.

“Desta forte perplessitĂ  anche la previsione che assegna ben 7 punti a chi si impegna a realizzare opere di difesa costiera”, sottolinea il Sincadato. “Si tratta di interventi che appartengono per definizione alla sfera dell’interesse pubblico e che dovrebbero essere finanziati dall’ente locale. Trasformarli in leva competitiva della gara significa favorire i soggetti piĂč capitalizzati – probabilmente operatori esterni al territorio – a scapito delle imprese locali radicate nel litorale da generazioni”.

Il bando chiede contemporaneamente di ridurre le strutture fisiche e di ampliare i servizi: presidiare spiagge libere, garantire postazioni di salvataggio, installare impianti fotovoltaici, assicurare accessibilitĂ  totale. “Questo combinato non Ăš praticabile per le imprese di piccola e media dimensione, che rappresentano la maggioranza degli operatori del litorale di Arma di Taggia. Il rischio concreto Ăš che la gara finisca per essere cucita su misura per grandi investitori esterni, estranei all’identitĂ  turistica del territorio”, prosegue. “Dietro ogni stabilimento ci sono lavoratori stagionali, famiglie e fornitori locali. La perdita delle concessioni da parte degli operatori storici non riguarda solo i titolari: mette a rischio un intero ecosistema economico costruito in decenni di lavoro. Il SIB chiede che questo peso venga considerato con la serietĂ  che merita”.

Il SIB FIPE Confcommercio chiede formalmente all’amministrazione comunale di Taggia l’apertura di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria prima della scadenza del bando. “Siamo disponibili al confronto costruttivo, ma siamo anche pronti a tutelare i nostri associati in ogni sede se le criticitĂ  segnalate non troveranno risposta. Il turismo balneare di Arma di Taggia Ăš stato costruito da queste persone: meritano regole eque”, conclude.